RèSpeak, il call center delle “reali opportunità”

Dieci anni fa non si sceglieva di andare a lavorare in un call center, ci si finiva spinti dalla necessità di guadagnare. Oggi invece sono in 80.0000 le persone che riescono a mantenersi dignitosamente, proprio grazie a questo lavoro
Tra coloro che indossano le cuffiette abbiamo principalmente donne, di quelle che hanno visto molte porte sbattute in faccia perché mamme.
Subito dopo ci sono gli studenti in cerca di indipendenza economica. Infine abbiamo loro, coloro che nei call center hanno trovato la strada che cercavano, e a cui questo lavoro piace.
Insomma, rispetto al passato, si può dire che quello nei call center sia diventato un “vero e proprio lavoro”, con diritti, stipendi e contratto tutelati dalla legge.

Ma si continua comunque a parlarne male.
Il web è pieno di notizie che parlano di condizioni di lavoro pessime e orari di lavoro infiniti.In molti li definiscono i call center come “le nuove miniere”. Qualcun altro etichetta gli operatori telefonici come i nuovi poveri mentre, per qualcun altro ancora, indossare le cuffiette resta sinonimo di sogni spezzati.

La domanda è: perchè?

Perché il problema sta nelle condizioni in cui le persone sono obbligate a svolgere quello che, in fin dei conti, è un lavoro come tanti altri.

Mettiamola così: lavorare in alcuni call center vuol dire lottare per la propria sopravvivenza.

Chiamate ripetute a ritmi velocissimi, eco, rumori vari, chiacchiericcio, team leader petulanti, orari da minatore, sedie scomode etc..etc..etc..
Praticamente un campo di concentramento.

Ma, per fortuna c’è sempre un’eccezione alla regola!

RèSpeak, il call center delle

“rèali opportunità”!

Per iniziare, da noi non esistono “operatori telefonici”, è un termine i nostri non sono operatori telefonici ma RèSpeaker: persone che seguono una speciale formazione, che gli permette di raggiungere ottimi risultati sul lavoro, e nella vita di tutti i giorni
Un esempio? I nostri RèSpeaker sanno come si tiene una perfetta conversazione, e sono capaci di farsi ascoltare da chiunque! Abilità utilissima a studenti e a mamme, giusto per dirne due.
Inoltre, per i nostri RèSpeaker è previsto un percorso di crescita all’interno dell’azienda che, con il giusto tempo e il giusto impegno, li porterà a passare dalle cuffiette agli uffici.

E ancora…

Chi lavora con noi è sicuro di ricevere il giusto compenso, alla scadenza prestabilita.
Da noi il pagamento fisso orario e il contratto rispettano il CCNL del settore, e non sono una semplice promessa ma, soprattutto regna la TRASPARENZA. Grazie alle potenzialità del nostro CRM, i RèSpeaker possono tenere sotto controllo, in ogni momento, il totale della loro produzione e il compenso dovuto.
La serenità, la soddisfazione e la gioia dei nostri RèSpeaker viene prima di tutto

“ Prima le persone e poi i numeri”

Noi ne abbiamo fatto il primo comandamento dell’azienda, e ci abbiamo fondato sopra 7 sedi – divise fra Campania e Calabria – che ora contano circa 350 collaboratori.
350 persone serene che si recano a lavoro con il sorriso, vanno d’accordo con i colleghi e guadagnano anche bene.
Da noi non esistono le postazioni “gabbia” ma delle comode station, che permettono ai RèSpeaker di socializzare tra loro, aiutandosi in caso di difficoltà.
Il materiale fonoassorbente è presente anche all’interno delle postazioni e sul soffitto, per non parlare poi della corretta illuminazione, il microclima e un tocco di verde qui e la, gioia per gli occhi e il cuore.

Cosa aggiungere più?

Ah si, grazie ai nostri sistemi all’avanguardia siamo riusciti a creare un vero e proprio ufficio virtuale, rendendo la nostra Rèaltà a portata di CHIUNQUE.

I nostri RèSpeaker Virtuali hanno a loro disposizione una stanza per la formazione, una dove incontrare il proprio coach e una stanza break, dove poter incontrare i propri colleghi. In questo modo anche chi non ha la macchina, chi preferisce rimanere a casa fino alla fine dell’emergenza sanitaria e chi, per esigenze personali o familiari deve lavorare da casa, può toccare con mano il calore e l’atmosfera che contraddistingue il lavoro nei nostri uffici!

Quindi, come vedi, lavorare in un call center non è poi così male come si dice. Tutto sta nello scegliere un’azienda seria.

Nello scegliere “la tua rèale opportunità”

in smart working o in sede