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Lavorare da casa: una nuova Rèale Opportunità per le mamme

L’Italia è la Cenerentola d’Europa in materia di occupazione femminile. L’Europa, infatti, vanta un netto 62,4% per quanto riguarda le donne tra i 15 e 64 anni contro il 32,2% del Sud Italia e 33,2% nelle Isole. Ma in tre regioni italiane le cose vanno ancora peggio. Il tasso di occupazione si è attestato sotto il 30% con la Campania in calo al 28,7%, la Calabria al 29%, la Sicilia al 29,3%, mentre la Puglia scende al 32,8%.
   
La verità è che per cambiare questo dato il mercato del lavoro dovrebbe studiare soluzioni anche per tutte quelle donne che devono per forza rimanere a casa, come abbiamo fatto noi.

Il trucco sta nel dosare alla perfezione tutti gli ingredienti, proprio come quando cucini : devi seguire alla lettera la ricetta, altrimenti il risultato non sarà quello sperato.

La vita di una donna, se ha famiglia, è proprio così.
Ogni cosa deve essere correttamente dosata, ogni impegno deve incastrarsi perfettamente con quello precedente e con il successivo, tenendo presente anche un eventuale contrattempo che non si sa mai.
Sono tante anche quelle mamme che dopo che i propri figli sono cresciuti sentono il desiderio di trovare una loro dimensione, o ancora quelle donne che dopo una separazione devono inventarsi un lavoro nuovo ma mancano loro le basi economiche per potersi permettere gli spostamenti in auto.

Dovrebbero prima poter guadagnare e poi investire ma senza investire in abbonamenti ai mezzi pubblici o in un’auto difficilmente riescono a guadagnare. Un cane che si morde la coda. Eppure lo sappiamo tutti che una donna in un’azienda è una risorsa straordinaria
-organizzata
-multitasking
-veloce nell’apprendimento

Noi lo sappiamo bene. RèSpeak, il call center delle Rèali Opportunità, è stato fondata dalle donne, e nelle donne ha il motore che le muove. Per questo abbiamo deciso di andare incontro alle loro esigenze, pensando anche a quelle donne che vogliono rimettersi in gioco, ma per svariati motivi sono impossibilitate a farlo.

I nostri turni di lavoro sono stati pensati in modo da consentire a ogni donna di sentirsi realizzata e vincente, continuando a essere anche il centro della sua famiglia.
Lavorando in smart working puoi essere una venditrice quando indossi le cuffie e poi prenderti cura di figli, partner, genitori quando le togli.
Tutto senza muoverti da casa.
Come una supereroina!

A darti il super potere della vendita è una formazione studiata per te, che ti consente di imparare da casa, velocemente, in maniera pratica e subito applicabile, sfruttando quelle che sono le tue capacità naturali.
Perché l’essere umano è un venditore nato, e trasformare questa dote in un lavoro a tempo pieno è tutta questione di “formazione”.
Non mi credi?
Fermati un attimo a riflettere.
Pensa a quante volte sei riuscita a convincere i tuoi bambini a fare qualcosa.
Torna con la mente a tutte le volte che sei riuscita a spuntarla in una discussione.
Rifletti su tutte le volte che sei riuscita a spuntarla in una discussione, dove SAPEVI DI AVER TORTO.

Tutte le volte che hai convinto gli altri a fare qualcosa ti interessava sei stata una venditrice.

In mille occasioni la vita ti ha fatto ti fa e ti farà calare in questo ruolo … e allora vale la pena imparare a farlo bene, e soprattutto a farlo per lavoro!
Grazie alla nostra esclusiva formazione imparerai le più grande tecniche di comunicazione, e come usare le giuste parole nel giusto ordine. Imparerai come attrarre l’attenzione del tuo interlocutore e a farti ascoltare: cosa che ti tornerà utile anche nella vita di tutti i giorni, soprattutto se sei una mamma.

Certo, puoi decidere di non prendere in considerazione questa offerta di lavoro e metterti in cerca di un lavoro classico, uno di quelli in cui la formula del part time è la promessa ma in cui poi ti chiedono “un’oretta in più”.
Se a tutto questo ci aggiungi il tempo per raggiungere il posto di lavoro ecco che sei pagata come se svolgessi un part time ma in realtà sei fuori casa full time.

Sai che in un anno, in media, una persona passa circa 312 ore in auto andando e tornando dal luogo di lavoro?
Sì, hai capito bene, 312 ore! In queste 312 ore hai idea di quante cose in più potresti fare?
Potresti addirittura avere del tempo per te.

Grazie a un pc e una connessione internet riprenderai il controllo di queste ore, e potrai lavorare e prenderti cura di tutto quello che ami ( compresa te stessa ) diventi una lavoratrice senza sensi di colpa, segui quelli che ami quando vuoi e lavori quando puoi.
Potrai partecipare al bilancio familiare, permetterti qualche lusso in più e realizzarti lavorativamente senza muoverti da casa tua e soprattutto senza rinunciare a quello che conta per te!

Ricapitolando, in RèSpeak – il call center delle Rèali Opportunità – avrai la possibilità di:
Guadagnare un fisso + provvigioni
– Riprendere il controllo del tuo tempo
– Lavorare comodamente da casa tua, scegliendo, tra questi, il turno più comodo per te :

dalle 11 alle 16
dalle 12 alle 16
dalle 12:30 alle 16
dalle 15 alle 20
dalle 16 alle 20.


– Seguire corsi di formazione avanzati, grazie ai quali potrai apprendere tutti i segreti della vendita e della comunicazione
– Entrare a far parte di una realtà dinamica, che ti permette di crescere professionalmente.

E SOPRATTUTTO

Non dovrai più scegliere!
Con noi sarai moglie, mamma, compagna, amica e una venditrice vincente.

Sei pronta a costruire il tuo presente e ad assicurarti un futuro roseo?

Compila il modulo!


La nostra responsabile ti contatterà telefonicamente e risponderà a tutte le tue domande!

 

 

 

Come migliorare la tua vendita telefonica, i consigli degli esperti

A cosa serve saper comunicare bene?

Spesso, molto spesso, ma veramente tanto tanto, vi abbiamo ripetuto che ” quanto insegnato durante i nostri corsi di formazioni vi tornerà utile sia sul lavoro che nella vita privata”, che “saper comunicare è importante”, ” che la corretta comunicazione non riguarda solo la vendita e non ha nulla a che fare con la manipolazione” etc…

Certo, saper comunicare costituisce una marcia in più per un buon venditore, ma è importante innanzitutto per la qualità della nostra vita

A testimoniarlo è il professor Robert Waldinger che, durante un TED talks (una serie di conferenze tenute su diversi argomenti da esperti di diversi settori ) , ha raccontato di uno studio in materia effettuato dall’università di Harvard.

Lo studio ha seguito per 75 anni le vite di 724 uomini e, anno dopo anno, gli è stato chiesto di parlare del lavoro, della loro vita quotidiana, della loro salute.

Circa 60 dei 724 uomini iniziali sono ancora vivi e stanno ancora partecipando allo studio.

Cosa è emerso? Che le persone che vivono meglio sono quelle che hanno investito sulle buone relazioni, in famiglia, con gli amici e con la comunità.

Come si fa a mantenere buoni rapporti con il prossimo?

Imparando a comunicare, la comunicazione favorisce la condivisione e di conseguenza favorisce i rapporti interpersonali.

Comunicare bene quindi è la strada verso la felicità , per intraprenderla vi basta visitare la nostra pagina FB o il nostro Blog.
Dove troverete un sacco di consigli utili 😉

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Smart working e cani: 3 consigli su come organizzarti al meglio

Tra l’atteggiamento dei bambini e quello dei cani esistono poche differenze, e ad entrambi lo smart working ha fatto un regalo inaspettato: la persona che preferisce di più al mondo trascorre più tempo con a casa. Per questo anche lavorare da casa insieme al proprio cane, potrebbe richiedere la stessa “organizzazione” necessaria ai genitori dei “cuccioli umani”, al fine di riuscire a lavorare senza distrazioni.

Anche Fido, proprio come un bambino, ricerca continuamente attenzioni e la tecnica degli occhioni da cucciolo, il ritmo impaziente della coda e i lamenti frustrati possono farti sentire in colpa e distrarti dal tuo lavoro.

Quindi : come si stabilisce una routine lavorativa da casa che funzioni per te e per il tuo cucciolo?
Ecco alcuni consigli.


1. Allenamento
Prima di iniziare a lavorare fai esercizio fisico con il tuo cane. Lo scopo principale -oltre a quello di rimetterti informa – è quello di sfiancare il tuo cane, perché a casa si senta soddisfatto e decida di riposare in un angolo, lasciandoti il tempo per pensare alle tue faccende. Esistono molti tipi di allenamento ed esercizio fisico che si possono svolgere insieme al proprio cane. L’esercizio fisico aiuta i cani a rilasciare energia repressa e li stanca, quindi quando è il momento di lavorare, saranno pronti per un pisolino.


2. Le pause regolari sono ottime per te e il tuo cucciolo.
Secondo la scienza, la durata ideale di una pausa dovrebbe essere di diciassette minuti, seguita da un’ora di lavoro circa. Fare una pausa regolare durante la tua giornata dà una pausa alla tua mente, ripristina la resistenza , ti aiuta a lavorare al massimo delle tue capacità e ti permette di prestare attenzione al tuo cucciolo.


3. La merenda
Se il tuo cane si lamenta ricorrendo ai famosi occhioni da cucciolo è il momento di sfoggiare l’artiglieria pesante: i giocattoli che erogano croccantini o inventarti qualcosa di simile, nel caso in cui non ne avessi in casa. Alcuni di questi giochi sono dei veri e propri rompicapo e fanno lavorare sodo Fido, prima di arrivare al premio finale. Se, però, dovessi stare senza gioco a casa, piuttosto che comprarlo online (ormai, chissà quando ti arriverebbe!) prendi un vasetto di yogurt quasi vuoto e lasciaglielo a terra, perché lo pulisca per bene. Sarà molto felice di farlo.
Applicando questi consigli tutti i giorni il tuo cane entrerà in una sorta di routine, che ti permetterà di lavorare da casa in tutta tranquillità.
Ti svelo un segreto, Fido è l’animale più buono e comprensivo del mondo, se lui ti chiede attenzione e tu riesci a restare fermo sulle tue intenzioni dopo un po’ si rassegna e si accuccia accanto a te.
Se persino vederlo comodamente sdraiato in un angolo, magari proprio al tuo fianco, rappresenta per te una distrazione, vuol dire che non hai davvero intenzione di lavorare.

Fai una cosa: sfrutta la presenza del tuo cane come un buon incentivo per allenare la tua diligenza professionale e metterti alla prova. In questo caso, il tuo cucciolo rappresenterà un’ottima occasione per migliorarti sia come lavoratore che come essere umano.

Come migliorare la tua vendita telefonica, i consigli degli esperti

Chiedere per vendere: il potere delle domande

Un bambino, appena raggiunti i 3/4 anni di età fa tante domande, lo stesso vale per gli studenti, gli stagisti e perché no, anche per te, tutte le volte che conosci una persona o ti interfacci con qualcosa di nuovo.
Chi deve imparare fa domande.
Un venditore deve fare domande per conoscere i suoi clienti, scovare i bisogni, individuare esigenze e desideri nascosti.
Le domande sono “l’asso piglia tutto”, che ti permette di chiudere la vendita, uno strumento estremamente potente per guidare la discussione da usare con parsimonia, onde evitare di sembrare inopportuno.

La prima grande caratteristica che le contraddistingue è rappresentata dal famoso livello di apertura e di chiusura, ovvero dalla libertà della quale il tuo interlocutore gode quando ti risponde. Questo ci permette di dividere le domande in due grandi categorie: chiuse e aperte.

Vediamole nel dettaglio.

1. Guida con le domande chiuse

Le domande chiuse richiedono una risposta standard: bianco o nero, questo o quello, sì o no.
Questo tipo di domande va usato con parsimonia in quanto, un abuso, potrebbe farti apparire come “un ficcanaso”, infastidire l’interlocutore e bloccare la conversazione.
Per questo è bene usarle soltanto nel caso in cui si debba/voglia testare il livello di conoscenza di qualcosa, o per indirizzare l’interlocutore verso una scelta:

Conosce il prodotto X ..?”
“ Le interessa la soluzione B?!”
“ Preferisce X o Y” ?

Se la risposta è Sì, l’effetto che si ottiene è quello di consolidare la comunicazione corrente, rinforzando la fase successiva.

Se la risposta è un no, otteniamo comunque un feedback importante che ci permette di contestualizzare meglio le domande seguenti.

2. Conosci con le domande aperte

Le domande aperte lasciano spazio ad una risposta articolata, breve o lunga che sia non importa, e servono per raccogliere informazioni e conoscere fatti, e sono molto utili nel determinare pensiero, bisogni e feedback.

Questo tipo di domanda aiuta a creare un rapporto positivo tra te e il tuo interlocutore, e formularle non è difficile come si crede, basta ricordarsi di farle iniziare sempre con una di queste parole:

  • Cosa?
  • Come?
  • Perché?
  • Quando ?
  • Dove?
  • Chi?
  • Quale?
  • Quanto?

Le domande aperte vanno formulate seguendo questa falsariga:

  • Come immagina… ?
  • “Quali aspetti ritiene debbano essere approfonditi…?”
  • “Quali aspetti ritiene debbano essere approfonditi…”
  • “Cosa pensa per quanto riguarda…?

e così via…

Questo tipo di domanda va di solito utilizzato all’inizio della conversazione, come apripista, e va mirato su un argomento specifico, in modo da capire e approfondire la visione del nostro interlocutore.

Successivamente il focus della discussione può essere poi guidato utilizzando anche domande a risposta chiusa.

Ricorda: Il tuo cliente non si deve sentire come se fosse dentro un film poliziesco dove lui sta seduto e qualcuno, con una lampada sparata sugli occhi, gli chiede di tutto e di più.
Le domande che farai devono aiutarti a stimolare un dialogo costruttivo, in grado di attirare il tuo cliente verso la presentazione di una proposta commerciale.

Di questo parleremo meglio nel prossimo articolo.

 

 

Come migliorare la tua vendita telefonica, i consigli degli esperti

3 tecniche che renderanno la tua presentazione più persuasiva

Oggi parliamo di tre importanti trucchi , che ti aiuteranno a rendere le tue presentazioni molto più convincenti.

Si tratta di un qualcosa veramente molto semplice, ovvero: devi sempre spiegare il perché di quello che dici, aiutando il tuo cliente a vedere le cose da un altro punto vista, chiamandolo per nome di tanto in tanto. Vediamo il tutto nel dettaglio

1- Spiega sempre il “perché”…

Perché? Risulterai più credibile. E’ stato stimato che arricchire le proprie spiegazioni con molti perché triplica la possibilità di convincere il tuo interlocutore. Quindi, più ne usi ( con i limiti del buon gusto ) e meglio è.

Esempio – Fare questa scelta è importante perchè… Ti sto dicendo questo perchè…

2- …e aiuta il tuo cliente a vedere le cose da un altro punto di vista…

Se segui la nostra pagina FB sai bene che esistono delle parole “dannose”, che è meglio non usare durante una vendita ( telefonica e non ) se non vuoi rovinarti con le tue mani (Esempio? Rubare ) o che bisogna eliminare dal vocabolario del cliente, se vogliamo che questi ci ascolti. Nel gergo tecnico questo processo viene indicato con il nome di “ ridefinizione ” e, consiste, nel sostituire una parola con il suo sinonimo “più leggero”. In questo modo il cliente abbandonerà gradualmente le sua posizione di chiusura, predisponendosi all’ascolto.
Per esempio, se il tuo cliente ti dice che una cosa è “difficile” – parola che ricorda la fatica e il fallimento – tu sostituiscila con “impegnativa”. Un qualcosa d’impegnativo presuppone che, grazie all’impegno, tu possa farcela. Attenzione, puoi usare le ridefinizioni soltanto in una fase avanzata della trattativa o durante la gestione delle obiezioni, mai nella fase iniziale della costruzione del rapporto, dove devi limitarti a usare le stesse parole del cliente, per generare in lui la sensazione che lo hai capito.

3- …chiamandolo per nome.

Quando ci sentiamo chiamare per nome apprezziamo di più il nostro interlocutore. Il nome di battesimo è importante per tutti noi, ci ricorda chi siamo.

Come migliorare la tua vendita telefonica, i consigli degli esperti

Dietro il rifiuto del cliente la tua Rèale Opportunità di vendita

<< Non ho bisogno di nulla >>, << non mi interessa >> e << non ho tempo>> sono solo tre dei possibili rifiuti che un qualsiasi venditore – telefonico in primis – si è sentito, si sente e si sentirà dire, soprattutto all’inizio di quello che può essere definito “approccio” con il cliente.

Probabilmente anche tu ne sai qualcosa.

Beh, sappi che esiste un modo per aggirare questa che, altro non è, se non una “difesa del cliente”.

Sì, perché i rifiuti sono quasi sempre dettati dalla mancata rassicurazione della coscienza razionale del cliente, probabilmente spaventato da esperienze pregresse, dal sentito dire o da quello che ha letto su Internet. Sta a te capire quali sono le emozioni che si nascondono dietro a un << non compro niente >>, per poi andare a fornire prove, testimonianze o dati utili a creare le condizioni adatte per la tua presentazione di vendita.

Per esempio, se il cliente ha paura di cadere vittima di una truffa, bisogna cercare di capire cosa non lo convince per poi rassicurarlo con testimonianze, garanzie e dati. I dati sono importanti. Se con le parole si modella il mondo con i numeri lo si misura, sono tangibili e reali, e aiuteranno ad accrescere la tua credibilità.

Altro esempio, gli adulti possono diffidare dai venditori giovani, per questo è un bene mostrare subito la propria competenza e professionalità.

Ricorda: il rifiuto non è un ostacolo ma un indicatore che ti aiuta a capire su quale binario mettere la tua trattativa.

 

 

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7 consigli per entrare nella mente del tuo cliente e chiudere la vendita

Qual è l’obiettivo principale di chi, come te, svolge il mestiere del venditore?

Assicurarsi la vendita? Ni.

Devi prima assicurarti l’attenzione della persona che ti trovi davanti ( o al telefono) e poi pensare alla vendita.

I clienti sono persone, e in quanto tali, vivono una vita scandita da dubbi e paure. Preferiscono una cosa piuttosto che un’altra e provano una serie di emozioni, che influenzano le sue scelte. Per questo ancor prima di descrivere il tuo prodotto è importante che tu riesca ad instaurare una sorta di rapporto con la persona con la quale stai parlando.
In questo modo sarai in grado di presentare ciò che vendi – che si tratti di un “servizio” o di una “cosa” non importa- usando delle parole pensate su misura, che rendano ciò che vendi indispensabile ai suoi occhi.
Deve percepire il tuo come l’unico prodotto sulla faccia della terra in grado di soddisfare i suoi bisogni.

Da questo punto alla chiusura della vendita il passo è breve.

Ma come ci si arriva?

Seguendo questi 7 consigli.

  1. Usa l’Empatia. Indossa i panni del cliente e cerca di non giudicarlo.
  2. Poni delle domande e ascolta con attenzione le risposte. Un bravo venditore deve essere in grado di comprendere sia i bisogni “espliciti“, ovvero quelli che il cliente ammette ad alta voce, che i cosiddetti bisogni “impliciti”, ovvero quei bisogni che il cliente non sente come tali, fino a quando non scopre i benefici che derivano dalla loro soddisfazione. Esempio: molti clienti sottovalutano l’importanza del sapere leggere la bolletta. Il loro punto di vista cambia all’atto in cui qualcuno gli fa notare che, essere in grado di comprendere i propri consumi, lo aiuta a soddisfare il suo bisogno “esplicito” ovvero risparmiare.
  3. Sei un risolutore di problemi, non puntare il dito. Di fronte a un problema si tende a cercare un colpevole piuttosto che una soluzione, ma è un atteggiamento sbagliato. Poco importa di chi sia la colpa, l’importante è che il problema si risolva. Cerca una soluzione condivisa con il tuo cliente, che risolva il problema in maniera efficace e con un consumo di risorse minimo.
  4. Coinvolgi il tuo cliente. Devi fargli capire che la sua opinione è estremamente importante.
  5. Comprendi i valori del cliente e usali. Nella vendita è importante fare proposte coerenti con i valori del cliente. Esempio: il tuo cliente è un ambientalista? L’energia verde è la proposta che fa al caso tuo!
  6. Se si presentano problemi proponi una soluzione. Può capitare che la tua trattiva di vendita si inceppi e che nasca qualche “obiezione”. L’importante è non abbattersi mai e avanzare proposte di soluzioni alternative.
    In questo caso il non ragionare in maniera schematica e una buona dose di creativà possono aiutare.
  7. Parla di te stesso A volte raccontare al cliente episodi importanti della propria vita può essere di aiuto.
    La persona si sentirà importante per te e tenderà a fare qualcosa all’altezza dell’importanza che gli viene data.
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Inquinamento acustico sui luoghi di lavoro, il rumore che ammala

L’acustica degli uffici è una delle cose a cui i datori di lavoro non danno importanza, dimenticando che saranno poi i collaboratori a pagarne le conseguenze nel tempo.

Studi scientifici hanno dimostrato che lavorare in locali rumorosi porta l’organismo ad attivare delle reazioni neurovegetative fra cui: l’ipervigilanza, ovvero l’orientamento degli occhi verso la principale fonte di rumore, aumento della frequenza cardiaca e del ritmo respiratorio e ansia.

Questo cosa vuol dire in parole povere?

Che chi è costretto a lavorare in un ambiente rumoroso prima o poi si ammala!
Non puoi “chiudere le orecchie” come fai con gli occhi, un rumore sei costretto a subirlo, tutto il giorno tutti i giorni.

E non è tutto!

Stando ad alcuni studi, lavorare in ambienti particolarmente rumorosi porta conseguenze negative anche sull’atteggiamento, provocando alcune alterazioni nel comportamento che prendono il nome di : 1. Effetto Lombard: ovvero quando una persona tende a modificare il proprio tono di voce in base al livello di rumore di fondo 2. Annoyance: sentimento di stress e irritazione costante, che incide negativamente sia sulla comunicazione che sulla convivenza con i colleghi in ufficio. Da qui i continui litigi che sembrano immotivati.

Vogliamo poi parlare della perdita dell’udito? Non credo ce ne sia bisogno.

Insomma, la qualità dell’acustica sul luogo del lavoro è una questione delicata, talmente delicata, da essere inserita all’interno di una legge!
Sto parlando del Decreto Legislativo 81/08, che elenca tutte le azioni che il datore di lavoro deve compiere, per far si che i suoi dipendenti lavorino in maniera confortevole e sana. E alla qualità dell’acustica viene data molta importanza, visto che gioca effetti diretti sia sull’umore che sulla produttività di chi ci lavora. Trascorrere del tempo in luoghi acusticamente “preformanti” è un requisito scientificamente provato, al fine di una migliore qualità della vita. Inoltre, un ambiente poco rumoroso favorisce i sentimenti positivi, facendo si che chi ci lavora lo faccia con il sorriso, oltre a far aumentare la concentrazione, la produttività e a migliorare le relazioni con i colleghi. Insomma, per cambiare in meglio l’aria che si respira in un luogo di lavoro basta migliorarne l’acustica.
È un dato di fatto.
Ma, come si fa?
Installando i pannelli fonoassorbenti, che eliminano quella costante sensazione di essere circondati da un rumore troppo forte. Purtroppo, nonostante si parli di salute dei lavoratori ed obblighi di legge, i datori di lavoro impegnati a migliorare la situazione sono ancora troppo pochi. La situazione diventa ancora più grave nei call center, luoghi in cui la giornata lavorativa diventa una lotta alla sopravvivenza. Chiamate ripetute Colleghi che parlano in continuazione Eco Un vero inferno… Proprio qui, dove pochi metri quadri arrivano ad ospitare molte postazioni di lavori ed operatori, l’inquinamento acustico è un problema importante, ma nessuno se ne frega.
Per questo di parla ancora male dei call center. A causa di datori di lavoro più interessati al guadagno che alla salute del collaboratore.
Fortunatamente però esiste sempre un’eccezione alla regola.

Quest’eccezione si chiama RèSpeak!

La nostra azienda ha da tempo compiuto passi importati in tema di benessere per chi vi lavora. Proprio perché la tematica del rumore ci appartiene profondamente, abbiamo fatto una scelta davvero poco economica: siamo la prima azienda di call center in Italia che si è rivolta alla società numero uno a livello INTERNAZIONALE per effettuare un’analisi specializzata, al fine di utilizzare i più sofisticati materiali e sistemi per portare l’acustica ad un livello ECCELLENTE, mai raggiunto in questo settore.
In tutte le nostre sedi sono stati installati pannelli fonoassorbenti – sul soffitto, sulle pareti e anche nelle postazioni – in modo da aiutare i nostri collaboratori a lavorare e a stare meglio, tornando così a casa senza quel fastidioso mal di testa che ti rovina la giornata.
Ma il tema dell’inquinamento acustico è solo uno dei tanti plus che differenzia RèSpeak dagli altri call center. Entra a far parte anche tu di una realtà differente.

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Venditori si nasce o si diventa? Ecco la risposta

La vita è una lunga battaglia, che impariamo a combattere fin dalla nascita. Come? Attirando l’attenzione.Pensa a quando eri bambino. Quante volte hai lagnato per spingere tua madre o tuo padre a comprarti qualcosa? Tante.
E quante volte hai urlato e pianto fino a sfinirli perché non ti accontentavano? Tantissime.

Ecco, hai attirato la loro attenzione e poi hai venduto “il tuo prodotto”.

Ora facciamo un salto in avanti, e arriviamo a quando per la prima volta hai convinto la persona che ti piaceva a uscire con te, o hai fatto si che ti chiedesse di uscire.
Come hai fatto? Esatto, hai attirato la sua attenzione, fino a quando non si è deciso a farsi avanti.

Adesso spostiamo lo sguardo su qualcosa di ancora più recente.

Quante volte hai consigliato un qualcosa a qualcuno, e qual qualcuno l’ha guardato, mangiato o comprato?

Tutte queste volte hai venduto qualcosa. L’essere umano è geneticamente programmato per vendere.

Non è un caso che le principali caratteristiche di un bravo venditore siano:

  • saper ascoltare ( i gusti del tuo amico alla quale consigli il ristorante/ serie tv )
  • saper comunicare ( quando descrivi la serie tv/ristorante cosa fai? Li presenti rimarcando i particolari che potrebbero piacere al tuo amico)
  • saper motivare, spiegando perché è necessario compiere quell’azione, che per un venditore può essere la stipula del contratto o la vendita del prodotto, mentre per un genitore può essere farsi ascoltare dal proprio figlio/a l’ascolti, giusto per fare un’esempio.

Come vedi nasciamo tutti venditori, ed è per questo che al mondo esistono una marea di venditori improvvisati, convinti che basti la “famosa parlantina” per poter portare a casa un cliente.

Pura follia.

Una volta, forse, bastava avere un buon prodotto, scarpe comode e la volontà di bussare a più porte possibile per assicurarsi una buona percentuale di chiusure. Oggi la concorrenza è spietata, e un venditore deve essere in grado di combatterla sia a livello territoriale che virtuale. Grazie a internet il mondo è diventato paese, e colossi dell’online come Amazon vendono tutto a tutti nel più breve tempo possibile a prezzi stracciati.

E’ una partita dura ma giocabile, grazie all’asso nella manica che il venditore può calare al momento opportuno, la consulenza.

Amazon è veloce si, ma quando compri devi fare tutto da solo. Ti bastano pochi clic e il corriere arriva a casa il giorno dopo con in mano il prodotto che desideravi, una bella comodità, ma metti che tu abbia dubbi sulla taglia, il colore, la grandezza o il peso. Se non sei avvezzo di misure e di centimetri rischi di sbagliare l’acquisto.
Qui entra in gioco il venditore.
Alzare la cornetta e chiamare un cliente per fornirgli una consulenza è un plus che ti permette di stendere la concorrenza ( almeno quello virtuale ) e ti mette in una posizione di netto vantaggio.

Ma devi giocare bene le tue carte, per questo devi formarti.

Chi non si forma si ferma e finisce sul lastrico nel giro di poco tempo.
Essere un commerciale o venditore che dir si voglia, vuol dire essere un professionista, e come tale bisogna comportarsi.
Pensare di svolgere questo lavoro in maniera amatoriale è una vera e propria pazzia, e soprattutto un enorme spreco di soldi e tempo.

Perchè? Te lo spiego in pochi e semplici punti:

  1. Un venditore ha conoscenze ( anche solo di base ) di marketing e tecniche di comunicazione, ed è in grado di rompere il ghiaccio con il cliente, bypassando il problema della presentazione a freddo
  2. Un venditore conosce il suo prodotto come se lo avesse ideato e costruito lui stesso. Alcune ricerche attestano come il cliente si aspetti un venditore specialista di quello che vende. Se percepisce che non è così chiude il capitolo e passa al prossimo venditore.
  3. L’insuccesso è sempre dietro l’angolo ( anche Bill Gates ha toppato con il suo Windows Vista ) per questo un buon venditore deve essere resiliente, ovvero deve riuscire a trarre insegnamento da questi eventi senza farsi scoraggiare.
  4. Errore comune a tutti i venditore improvvisati è pensare che una volta informato il cliente dell’offerta e dei vantaggi, la responsabilità di decidere sia tutta sua. Ma il compito di “chiudere la trattativa” è del venditore, che deve possedere spiccate capacità di negoziazione e finalizzazione.
  5. La vendita è un rapporto tra persone, che sia fisico o telefonico poco importa, si tratta comunque di due persone che hanno a che fare tra di loro. Per questo un venditore deve padroneggiare le principali tecniche di comunicazione.
  6. Ultimo, ma non per importanza, è il metodo di vendita. Un venditore degno di questo nome pianifica quello che farà, è in grado di riconoscere il suo target, capisce la differenza tra un cliente alto-spendente e uno “normale”, e soprattutto, non li tratta tutti in egual modo.

    Ora ti rifaccio la domanda:

Venditori si nasce o si diventa?

Se hai risposto ” si nasce, ma bisogna studiare per raggiungere dei risultati “, clicca sul pulsante e compila il modulo! Stiamo cercando proprio te!

 

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Come prendersi cura della voce in 10 semplici mosse

La voce è il principale mezzo di comunicazione degli esseri umani.

C’è chi, come gli insegnanti, i commercianti, gli imprenditori, i presentatori, i venditori, i musicisti e chiunque altro svolga un’attività collegata alla presenza di un pubblico, la voce la usa per lavoro. Poi c’è chi parla per il semplice piacere di ascoltare il suono della propria voce mentre, qualcun altro ancora, si limita a dire lo stretto indispensabile.

Fatto sta che dal momento in cui impariamo a parlare lo facciamo tutti i giorni tutto il giorno.

Le corde vocali sono tra gli organi che utilizziamo di più, e dobbiamo imparare a riservagli la stessa cura e attenzione che di solito riconosciamo ad altre parti del nostro corpo.

Come?

Seguendo questi semplici consigli! Iniziamo 1# La caffeina – Tè, caffè e qualsiasi altra bevanda contenente caffeina, esercitano un’azione restringente sulle corde vocali. È bene evitare di berle prima di una qualsiasi attività che preveda l’uso prolungato della voce: che sia un’esame all’università, una lunga telefonata o un qualsiasi discorso lungo.

2# Ottimizzate la postura – l’emissione della voce e strettamente collegata alla postura del corpo. Esistono diversi esercizi mirati a migliorarla, uno dei più semplici ed efficaci è quello che, almeno una volta nella vita abbiamo fatto tutti: procuratevi un libro di peso e grandezza media e posizionatelo sulla vostra testa. Ora iniziate a camminare mantenendo il libro in equilibrio sulla testa e mentre lo fate, pronunciate qualsiasi parola vi venga in mente senza fermarvi. Camminate e parlate. Effettuando l’esercizio con regolarità, noterete dei grandi miglioramenti sia nella vostra postura che nella qualità della voce.

3# L’idratazione – l’acqua gioca un ruolo fondamentale nell’equilibrio di ogni apparato dell’organismo, corde vocali comprese. Per far si che queste mantengano l’elasticità che le contraddistingue, è necessario idratarle costantemente bevendo da 1,5-2 litri di acqua al giorno.

4# Respirare con il diaframma – il diaframma è il muscolo situato tra il torace e l’addome, e viene utilizzato principalmente dai bambini per respirare. Gli adulti invece, spinti da uno stile di vita più frenetico, tendono a respirare usando soltanto la parte superiore dei polmoni, perdendo così una serie di benefici portati dalla respirazione diaframmatica, tra cui una migliore gestione dello stress e un maggior controllo della modulazione della voce.

Benefici che è possibile riacquistare con questo semplice esercizio: sdraiatevi a pancia in su, poi appoggiate una mano sulla pancia e l’altra sul petto. Cercate di inspirare immettendo più aria possibile – la mano appoggiata sulla pancia deve alzarsi – mentre quella sul torace deve rimanere quasi ferma. Ripetete questo esercizio tutti i giorni per almeno cinque minuti, vi renderete conto da soli dei miglioramenti della vostra voce.

5#Il fumo – in genere, è possibile riconoscere i fumatori accaniti dalla voce rauca che li caratterizza: le corde vocali sono tra gli organi maggiormente esposti al passaggio del fumo, che finisce per “seccarne la mucosa”. Per questo fumare prima di dover utilizzare la voce per lungo tempo è sconsigliato ma, se proprio volete farlo, ricordatevi di bere molto subito dopo aver buttato via la cicca

6# Alzare la voce – alzare la voce per farci sentire da qualcuno quando ci troviamo in un luogo rumoroso ci viene normale, ma è una cosa inutile e dannosa per le corde vocali. Per farci sentire infatti, basta solo abbassare il tono e parlare lentamente, ricordandosi di scandire bene le parole.

7# La temperatura delle bevande – la temperatura delle bevande può influire direttamente sul funzionamento delle corde vocali: il freddo causa la costrizione dei vasi sanguigni, mentre il calore li dilata eccessivamente. Consumate bevande a temperatura ambiente, se sapete di dover parlare per lungo tempo.

9# Respirare a bocca chiusa – respirando a bocca aperta immettiamo nel nostro corpo una quantità d’aria “secca”, che a lungo andare può logorare le corde vocali. Viceversa, il percorso che l’aria compie passando per il naso aiuta l’aria a conservare un tasso d’umidità ottimale per le corde vocali.

10# Sbadigliate – cercate di sbadigliare quanto più possibile. Durante lo sbadiglio sia la laringe che la bocca si allargano, permettono una pienezza vocale e una chiarezza articolatoria.