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Come aumentare le tue vendite grazie al pensiero positivo

L’umanità si divide in due categorie: i pessimisti, persone che tendono a vivere con ansia e preoccupazione e gli ottimisti, che guardano alla vita con l’entusiasmo, e affrontano le difficoltà con spirito combattivo.

Secondo Martin Seligman, famoso psicologo e saggista statunitense, alla base di questi due atteggiamenti c’è il modo in cui interpretiamo quello che ci accade, e la nostra capacità di controllare o meno gli eventi.
Possiamo quindi dire che l’ottimismo e il pessimismo non sono atteggiamenti innati ma scelte di vita, modi di fare che possono essere corrette.

Come?

Grazie ad una buone dose d’impegno senza dubbio, un bel po’ di disciplina e qualche buon consiglio, come quelli che troverete di seguito.

Prima di tutto, quando succede qualcosa di negativo è buona pratica distrarsi dal fatto in sé, focalizzando l’attenzione su pensieri diversi, come le cose belle della vostra vita, un successo lavorativo e così via. Bisogna concentrarsi sul bicchiere mezzo pieno.
La seconda mossa è quella di mettere in discussione i vostri pensieri negativi, che in fin dei conti sono solo giudizi vostri quindi, chi ha detto che siano veri o che si debbano avverare?

Un atteggiamento positivo provoca una reazione a catena di pensieri, eventi e risultati positivi. È un catalizzatore e genera risultati straordinari. “Sorridi e la vita ti sorriderà” , citando un vecchio detto.

L’ottimismo è il profumo della vita“, ed è una dote fondamentale per un venditore.

Nella vendita l’atteggiamento rappresenta l’80% del tuo successo.

Ti faccio una domanda: quante volte sei andato/a via da un negozio senza comprare nulla, a causa dell’atteggiamento della commessa di turno?
Tantissime, sono sicura.
Questo perché l’atteggiamento, che si venda a telefono o in un negozio, è l’elemento che ha il maggior impatto sulle persone con cui ti relazioni.
Un buon venditore deve essere in grado di ispirare sicurezza e affascinare il suo interlocutore.

Le persone non comprano quello che tu vendi, comprano TE che vendi, ricordalo.

Perché mai dovrei acquistare qualcosa da qualcuno che non è convinto della “bontà” del prodotto che vende?
E’ questo quello che si chiede il cliente X quando ti sente parlare, ed è per questo che lo sviluppo di un atteggiamento mentale positivo è il requisito indispensabile per avere successo come venditore.

Perché?

Per prima cosa è una risposta costruttiva allo stress, ed è un approccio obiettivo orientato alle soluzioni.
Inoltre un atteggiamento mentale positivo è la qualità più visibile in una persona vincente, ed è l’atteggiamento che rende riconoscibile un venditore di successo, e questo suscita sempre nel cliente un sentimento di fiducia.

Quindi, ricapitolando, l’ottimismo è una dote fondamentale per un venditore, ed è possibile allenarla svolgendo questi semplici esercizi .

1# Credi sempre nelle tue capacità di venditore/trice, perché ci sono, devono solo venire fuori.
L’essere umano è un venditore nato. Non ci credi? Ok allora fermati e pensa a tutte le volte in cui sei riuscito/a ad aver regione in una discussione, anche se sapevi di essere in torto. A tutte le volte che hai convinto qualcuno a fare qualcosa o a tutte le volte in cui sei riuscito/a ad ottenere qualcosa.
Fatto? Bhe, sappi che in ognuna di quelle occasioni sei stato/a un venditore/trice: solo che in quel caso vendevi un’idea e ora un prodotto. Questo è l’unica differenza.

2# Inizia la giornata pensando in positivo. La fisica quantistica afferma che i nostri pensieri hanno frequenze e vibrazioni che attraggono vibrazioni simili nelle nostre vite. I nostri pensieri creano un’energia che influenza le nostre realtà.
Hai presente il detto: “sorridi e la vita ti sorriderà”? Il concetto è quello. Quindi, indipendentemente da quanto possa essere difficile la situazione che devi andare ad affrontare pensa sempre in positivo

3# Poniti degli obiettivi e visualizzali. L’ambizione è molto importante per avere successo nella vendita, è quella che ti spinge a migliorare sempre di più. Più forte è il desiderio di raggiungere il proprio obiettivo, più forte sarà la motivazione. Visualizza il tuo obiettivo sul tuo cellulare o alla vecchia maniera, su un pezzo di carta da tenere nel portafogli o su un post it attaccato vicino alla tua postazione di lavoro.

4# Diventa resiliente. La resilienza è la capacità che una persona ha di riuscire a trarre il meglio da un duro colpo o delusione, e anche questa può essere allenata. Chi coltiva ed allena un atteggiamento resiliente diventa capace di superare qualsiasi problema a testa alta, grazie alla maggiore consapevolezza di se stesso e all’esperienza.

5# Sorridi, sorridi, sorridi e sorridi.
Quando qualcuno sorride la sua voce è in qualche modo diversa, chi ascolta percepisce pace e armonia, tranquillità, calore e gentilezza. Questo abbassa di molto il rischio di conflitti .

Le 5 espressioni che distruggono la tua vendita

Che le parole abbiamo un certo peso lo sappiamo bene.
Ci piaccia oppure no, ogni parola che diciamo produce un effetto specifico su chi ci ascolta.

Con le parole puoi descrivere il tuo prodotto in modo cosi spettacolare da suscitare in chi ti ascolta l’irrefrenabile desiderio di acquisto. Grazie alle parole giuste puoi gestire le obiezioni più dure, o puoi convincere chi ti ascolta della bontà delle tue idee.
Oppure nulla di tutto ciò.
Usando le parole nel modo sbagliato rischi di impoverire quello che dici, soccombere alla prima obiezione oppure perdere credibilità.

Esistono infatti una serie di vizi linguistici, capaci di frantumare in mille pezzi la tua credibilità. Ed è un vero peccato visto che, il più delle volte, tendiamo ad utilizzare queste frasi e singole parole senza rendercene conto.

L’intento di questo articolo è proprio quello di metterti in guardia da queste espressioni, che minano la tua credibilità sia quando vesti i panni di venditore che nella vita di tutti i giorni.

INIZIAMO

1 – Quando la bugia è nell’aria

Esistono delle frasi, parole e intercalari che, a nostra insaputa, ci fanno apparire come bugiardi o potenziali tali.
Ecco qualche esempio:
Sinceramente
– Onestamente
– Se devo dirti la verità
– Se devo dirtela tutta
– Non sto scherzando


Quando dici a qualcuno ” se devo essere sincero”, il messaggio che trasmetti è che sei sincero perché devi, altrimenti mentiresti.

2- Sperare/Speriamo

Sperare è il verbo degli insicuri. “Speriamo che vi piaccia” “spero tu possa capire” ed altre espressioni di questo tipo, danno a chi ti ascolta la sensazione che tu stia dubitando di quanto dici o vendi. Quindi, all’espressione “spero vi piaccia” è preferibile un netto “adesso vi parlerò di un prodotto che vi piacerà molto

3- Credere che…

Se tu “credi di si” “credi che sia giusto” o ” credi di aver capito”, vuol dire che non ne sei certo, e questo indebolisce di molto il tuo messaggio e la tua figura di venditore. Quindi, ad un ” credo sia possibile avere anche…” preferite un “lei può avere anche” e tutto andrà per il meglio

4- Dubito

I venditori non dubitano, sanno. Quando dici dubito esprimi sia a te stesso sia al cliente che tu per primo sei incapace di credere a quello che stai dicendo o facendo. Inoltre, con questa solo parola insinui nel tuo cliente il seme “del dubbio”, appunto, insieme ad altre idee che è meglio evitare.

5- Non è male

“Non è male” sa di mezza misura, di così e così, e sminuisce di molto il valore del tuo discorso e del tuo prodotto. Se proprio devi dare un parere si sincero, senza cercare di “accontentare” il tuo interlocutore. Se qualcosa ti piace dillo ( ti piace il film? Si o no ) se il tuo prodotto è eccezionale raccontalo.

6 consigli per i genitori che lavorano in smart working con i figli a casa

L’attuale emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 ha portato alla chiusura delle scuole in Campania, e al ritorno alla didattica a distanza unica a quella in presenza in altre Regioni.

Una bella gatta da pelare per i genitori, che oggi più che mai si ritrovano a dover conciliare impegni familiari e il lavoro. Chi può è corso ai ripari affidando i pargoli a nonni, parenti vicini e baby sitter mentre, in altri casi, il ricorso allo smart working è stata l’ultima soluzione.

Sa da un lato questa nuova forma di lavoro permette di continuare a guadagnare, dall’altro mette i genitori di fronte ad una nuova grande domanda: come si fa ad essere produttivi e concentrati sul lavoro, quando ci sono i bambini che girano per casa, reclamando tutte le attenzioni?

E in fin dei conti, come si fa a dargli torto? A pagare lo scotto maggiore di questa situazione sono forse proprio i più piccoli che, di punto in bianco, si sono visti togliere una delle cose più preziose a quell’età: la scuola e gli amichetti. Questo li porta ad essere sempre più annoiati e desiderosi della compagnia dei genitori.

Ebbene, come ci si districa in una situazione del genere? Per i genitori, è possibile riuscire a lavorare in tranquillità senza “trascurare” i bambini ?

Secondo quanto affermato da Teresa Douglas, esperta americana di smart working, in un’intervista pubblicata di recente sul NY Times, conciliare il ruolo di genitore con quello di lavoratore è possibile, seguendo alcune “regole di comportamento”. Eccole:

1# Organizzati con tuo marito/ tua moglie

La complicità tra genitori è fondamentale, ora più che mai. E’ di vitale importanza che vi organizziate tra di voi, in modo da poter dare ai bambini un messaggio e delle direttive chiave da seguire.
Avete la possibilità di scegliere dei turni di lavoro diversi? Benissimo, fatelo! In modo che l’una possa iniziare a lavorare quando l’altro ha finito.
Il tuo lavoro da la possibilità di poter coinvolgere anche i bambini? Ancora meglio! Elaborate una lista da fargli tenere o delle cose da cancellare. Fategli sistemare dei documenti immaginari, o disegnare cose da dare ai clienti. Servirà a tenerlo buono ( o quasi ) , fino a quando vostro marito/moglie non sarà tornato dal lavoro.

2# Chiudi la porta


La prima regola dello smart working che funziona è creare un’area di lavoro, organizzata come un vero e proprio ufficio, e gli uffici hanno le porte. Chiudere la porta aiuterà voi a mantenere la concentrazione e i bambini a capire che “mamma e/o papà sta lavorando, e quindi non va disturbata/o”

3# Lavorare quando i bambini dormono

Cerca di lavorare quando i bambini dormono o sono distratti da altre attività: la mattina o la sera sono le fasce orarie ideali.
Potresti iniziare a lavorare quando i tuoi bimbi sono ancora a letto, per quando si saranno svegliati sarai già a metà dell’opera. Il tardo pomeriggio e la sera rappresentano un’altra fascia oraria ideale. I bambini a quell’ora, di solito o sono distratti da altro ( come i cartoni animati in tv) o troppo stanchi. Metterli a letto presto potrebbe essere una soluzione.

4# Fate un patto con i bambini

Dì ai tuoi figli che hai bisogno del loro aiuto per lavorare, e che se ti aiutano guadagneranno una ricompensa. Ad esempio, dì loro che guadagneranno un bonus sulla paghetta o minuti extra di televisione se ti lasceranno tranquillo/a, fino a quando non ti sarai preso/a una pausa.

5# Elabora un calendario delle attività

I bambini si sa, si annoiano in fretta. Per questo ti suggeriamo di programmare la loro giornata, prepara un calendario con almeno 30 possibili attività: lo so che sembrano tante, ma è sempre meglio avere un asso nella manica da sfoderare in caso di obiezioni del tipo: ” questo gioco non mi piace“. Internet può esserti d’aiuto! Esistono dei siti che forniscono dei validi suggerimenti sui giochi da fare con materiale che si trova facilmente in casa.

6# Passa del tempo con loro

Trascorrere del tempo con i tuoi figli aiuterà te a staccare la spina e loro a sentirsi meno frustrati. Ricorda, lavorare da casa vuol dire tornare padroni del proprio tempo e del tempo da dedicare ai propri figli, così com’è giusto che sia.

RèSpeak, il call center delle “reali opportunità”

Dieci anni fa non si sceglieva di andare a lavorare in un call center, ci si finiva spinti dalla necessità di guadagnare. Oggi invece sono in 80.0000 le persone che riescono a mantenersi dignitosamente, proprio grazie a questo lavoro
Tra coloro che indossano le cuffiette abbiamo principalmente donne, di quelle che hanno visto molte porte sbattute in faccia perché mamme.
Subito dopo ci sono gli studenti in cerca di indipendenza economica. Infine abbiamo loro, coloro che nei call center hanno trovato la strada che cercavano, e a cui questo lavoro piace.
Insomma, rispetto al passato, si può dire che quello nei call center sia diventato un “vero e proprio lavoro”, con diritti, stipendi e contratto tutelati dalla legge.

Ma si continua comunque a parlarne male.
Il web è pieno di notizie che parlano di condizioni di lavoro pessime e orari di lavoro infiniti.In molti li definiscono i call center come “le nuove miniere”. Qualcun altro etichetta gli operatori telefonici come i nuovi poveri mentre, per qualcun altro ancora, indossare le cuffiette resta sinonimo di sogni spezzati.

La domanda è: perchè?

Perché il problema sta nelle condizioni in cui le persone sono obbligate a svolgere quello che, in fin dei conti, è un lavoro come tanti altri.

Mettiamola così: lavorare in alcuni call center vuol dire lottare per la propria sopravvivenza.

Chiamate ripetute a ritmi velocissimi, eco, rumori vari, chiacchiericcio, team leader petulanti, orari da minatore, sedie scomode etc..etc..etc..
Praticamente un campo di concentramento.

Ma, per fortuna c’è sempre un’eccezione alla regola!

RèSpeak, il call center delle

“rèali opportunità”!

Per iniziare, da noi non esistono “operatori telefonici”, è un termine i nostri non sono operatori telefonici ma RèSpeaker: persone che seguono una speciale formazione, che gli permette di raggiungere ottimi risultati sul lavoro, e nella vita di tutti i giorni
Un esempio? I nostri RèSpeaker sanno come si tiene una perfetta conversazione, e sono capaci di farsi ascoltare da chiunque! Abilità utilissima a studenti e a mamme, giusto per dirne due.
Inoltre, per i nostri RèSpeaker è previsto un percorso di crescita all’interno dell’azienda che, con il giusto tempo e il giusto impegno, li porterà a passare dalle cuffiette agli uffici.

E ancora…

Chi lavora con noi è sicuro di ricevere il giusto compenso, alla scadenza prestabilita.
Da noi il pagamento fisso orario e il contratto rispettano il CCNL del settore, e non sono una semplice promessa ma, soprattutto regna la TRASPARENZA. Grazie alle potenzialità del nostro CRM, i RèSpeaker possono tenere sotto controllo, in ogni momento, il totale della loro produzione e il compenso dovuto.
La serenità, la soddisfazione e la gioia dei nostri RèSpeaker viene prima di tutto

“ Prima le persone e poi i numeri”

Noi ne abbiamo fatto il primo comandamento dell’azienda, e ci abbiamo fondato sopra 7 sedi – divise fra Campania e Calabria – che ora contano circa 350 collaboratori.
350 persone serene che si recano a lavoro con il sorriso, vanno d’accordo con i colleghi e guadagnano anche bene.
Da noi non esistono le postazioni “gabbia” ma delle comode station, che permettono ai RèSpeaker di socializzare tra loro, aiutandosi in caso di difficoltà.
Il materiale fonoassorbente è presente anche all’interno delle postazioni e sul soffitto, per non parlare poi della corretta illuminazione, il microclima e un tocco di verde qui e la, gioia per gli occhi e il cuore.

Cosa aggiungere più?

Ah si, grazie ai nostri sistemi all’avanguardia siamo riusciti a creare un vero e proprio ufficio virtuale, rendendo la nostra Rèaltà a portata di CHIUNQUE.

I nostri RèSpeaker Virtuali hanno a loro disposizione una stanza per la formazione, una dove incontrare il proprio coach e una stanza break, dove poter incontrare i propri colleghi. In questo modo anche chi non ha la macchina, chi preferisce rimanere a casa fino alla fine dell’emergenza sanitaria e chi, per esigenze personali o familiari deve lavorare da casa, può toccare con mano il calore e l’atmosfera che contraddistingue il lavoro nei nostri uffici!

Quindi, come vedi, lavorare in un call center non è poi così male come si dice. Tutto sta nello scegliere un’azienda seria.

Nello scegliere “la tua rèale opportunità”

in smart working o in sede

Come imparare un nuovo lavoro a 40 anni

L’azienda dove lavoravi da sempre ha chiuso. Hai dovuto chiudere la tua attività. All’improvviso sei diventato/a un numero di troppo sul libro paga dei tuoi titolari.
Qualsiasi sia la tua situazione la domanda è sempre la stessa: come faccio a ricominciare da capo?

Riuscire a trovare un nuovo lavoro a 30 anni è un discorso molto più semplice, considerando che al giorno d’oggi si inizia a lavorare tardi.

Ma se si sono compiuti i 40 o, ancora peggio, i 50 anni?

In questi casi, le competenze acquisite in tutti quegli anni di lavoro potrebbero non essere più richieste dal mercato, e sul famoso Curriculum diventa difficile anche solo scriverci qualcosa. Il mondo è cambiato dall’ultima volta che hai cercato lavoro, e tu sei poco interessante, vecchio, come un’applicazione che non riceve più gli aggiornamenti.

E tu hai bisogno di portare soldi a casa mentre il tuo telefono resta muto.

Cosa fare?

Imparare una nuova professione da 0 è l’unica carta che ti resta da giocare, e oggi ti spiegheremo come fare.

Per prima cosa, devi fare i conti con due elementi fondamentali:

1- Te stesso/a
2- La richiesta del mercato del lavoro

Tu sei l’elemento più importante di tutti. Sei tu a fare la differenza e non il fatto che tu abbia o meno un titolo di studi, ne quanta esperienza hai alle spalle.
Quindi, armati di carta e penna, siediti e scava dentro di te. Inizia a scrivere tutti i tuoi punti di forza, rispondendo a queste semplici domande:

  1. Cosa so fare meglio?
  2. Cosa mi piace fare?
  3. In che cosa le persone mi dicono che sono bravo/a?
  4. Quali sono le mie abilità?
  5. Sono introverso o estroverso?
  6. Sono una persona creativa o razionale?
  7. Mi piace stare in mezzo alla gente?

Risposto a tutte le domande?

Bene, ora analizziamo il trend del mercato.

Se stai cercando di imparare una professione da zero, questo è il miglior momento possibile per farlo. Stando a recenti studi, moltissime professioni tra qualche anno non saranno più richieste, perché verranno sostituite dall’intelligenza artificiale e dallo spostamento di molti servizi dall’offline all’online.

Secondo la previsione quindi, le professioni che tenderanno a sparire si suppone saranno quelle basati su abilità manuali o matematiche, perché potranno essere sostituiti da macchine 
 
Stando ai dati riportati sempre all’interno degli studi – e ad una realtà che si può testare semplicemente guardandosi intorno – i lavori più richiesti nel prossimo futuro saranno:
1. Quelli basati su un’approfondita conoscenza del mondo web. Quindi dovrai imparare tutto sulle innovazioni tecnologiche, le tecniche di comunicazione, il marketing e soprattutto restare sempre aggiornato! Queste sono cose che cambiano di continuo.
2. I lavori basati sull’unico aspetto che nessuna rivoluzione digitale sarà mai in grado di sostituire: l’empatia umana

In un mondo in continua evoluzione, fatto di aggiornamenti e nuove versioni, forse, l’unica certezza è che ci sarà sempre qualcosa da vendere.

Fermati e guardati intorno.

Tutto quello che ti circonda, compreso il pc o lo smartphone da cui stai leggendo queste righe, è un prodotto che è stato venduto.

Ci sarà SEMPRE bisogno di qualcun che sappia vendere qualcosa, è un lavoro che non conosce crisi, e quanto migliore sarà la sua formazione e la conoscenza del prodotto che deve vendere, maggiori saranno le prospettiva di carriera del venditore e soprattutto il guadagno. Un venditore, di quelli bravi, riesce a portarsi a casa lo stipendio di un impiegato statale lavorando la metà del tempo.

Il trucco sta nell’individuare i propri talenti personali e accrescerli con la giusta formazione perché, in fin dei conti, siamo tutti venditori.

Nella vita vendiamo in continuazione noi stessi, le nostre qualità, il nostro talento, le nostre competenze, le nostre conoscenze, le nostre idee, la nostra personalità. Ogni sfida che affrontiamo – nel lavoro, nell’amore, nelle amicizie, nelle relazioni interpersonali, nello studio – è una vendita.

E imparare a farlo per lavoro, perfezionando quelli che sono i tuoi talenti naturali, è la soluzione a quei problemi di soldi che ti tengono sveglio/a la notte!

Pensa a quanto sei fortunato/a!

Oggi hai la possibilità di imparare il lavoro più richiesto, e tutto senza spendere un euro!

Come?

Lavora con noi!

Tu ci metti l’impegno e noi ti daremo tutta la formazione a portare a casa degli ottimi risultati!

Pronto/a a cogliere questa nuova, grande “rèale opportunità”?

Scegli se vuoi lavorare con noi in

Smart Working

o

in sede

Scopri le 10 parole che ti aiuteranno a vendere di più

Che le parole abbiamo un certo peso è un’antica convinzione avvalorata da diversi detti e dall’esperienza di ognuno di noi. Ci piaccia oppure o meno, ogni parola che diciamo produce un’effetto specifico su chi ci ascolta.

Con le parole puoi descrivere il tuo prodotto in modo cosi spettacolare da suscitare in chi ti ascolta l’irrefrenabile desiderio di acquisto, puoi gestire le obiezioni più dure, puoi convincere chi ti ascolta della bontà delle tue idee. Oppure nulla di tutto ciò. Puoi impoverire quello che dici usando le parole sbagliate, perdere credibilità o soccombere alla prima obiezione, la scelta è la tua.

Le parole sono un mezzo potentissimo, che ti permette di persuadere gli altri e te stesso/a a pensare praticamente qualsiasi cosa. Saperle utilizzare nel modo giusto ti permette di creare un legame con il cliente, primo passo verso la vendita.

Ricorda sempre: le parole sono come vestiti, e sei tu che devi vestire il tuo prodotto/servizio/idea nel modo più bello. Conta quello che dici e conta anche il modo in cui lo dici.

Prima farai i conti con questa oggettiva verità e prima le tue vendite aumenteranno. Usando le parole giuste in maniera appropriata le tue idee avranno più peso, e quello che dici sembrerà più interessante, affascinante e credibile.

Quindi, ecco per te un piccolo elenco di “parole magiche”, che ti aiuteranno a vendere di più.

Iniziamo!

SI!

Parola positiva per eccellenza, il si ha il potere di far rilassare chi lo ascolta. Dire “si”, soprattutto ad inizio frase, mostra la nostra volontà di collaborare e dialogare.
Frasi come “Si, ho capito” o “Si, sono d’accordo con lei”, spalancano le porte alla collaborazione

NUOVO E NOVITA’

Associare l’idea di nuovo e novità ad un prodotto fa si che nel cliente si attivi il desiderio di acquisto. Tutti sono attratti dalla “novità” del momento, e frasi come “ho una novità da proporle” “questo nuovo modo di produrre energia” e altre espressioni di questo tipo, creano una risposta positiva nell’interlocutore

LA CAPISCO

In molti credono che, lavorando in un call center, dimostrare empatia verso il cliente sia inutile, vista la presenza della cornetta che separa i due interlocutori. .Bhe, mai nessuna convinzione fu più errata. Quando un cliente con la quale stai parlando al telefono diventa aggressivo, dimostrarsi empatici può far pendere notevolmente la bilancia a proprio favore. L’affermazione “la capisco”, pronunciato con tono di voce dolce e rassicurante, serve a far sentire al cliente la vostra vicinanza, e aiuterà sicuramente a “placare gli animi”.

INSIEME

Sempre sulla scia dell’empatia e della vicinanza è bene utilizzare espressioni al plurale. “Guardiamo insieme” ” Facciamolo insieme“, e qualsiasi altro utilizzo della parola “insieme” che vi venga in mente durante la conversazione, può aiutare tantissimo.

RISPARMIO

Il nostro cervello collega in automatico una parola ad un concetto. Pronunciare la parola “risparmio” vuol dire attivare nel cliente un meccanismo positivo, catturando tutto il suo interesse. L’uso di espressioni come “Può risparmiare molti soldi“, “L’offerta la farà risparmiare” ed altre – anche se riguardanti contesti diversi come il tempo- è sempre consigliatissimo.

SCOPERTA

Questa è una parola che evoca meraviglia e senso di qualcosa di speciale. Se il tuo prodotto è effettivamente frutto di una scoperta, fallo sapere al tuo cliente.

FACILE

Tutti noi adoriamo le cose facili, è questa parola funziona come una calamita per l’interesse delle persone. I clienti amano acquistare prodotti di facile utilizzo o che garantiscano facili risultati.

RISULTATO

Fin da piccoli ci hanno abituato a rincorrere i risultati, li cerchiamo continuamente. Parlare di risultati al tuo cliente ti aiuterà a catturare la sua attenzione

PIU’

La parola più indica un vantaggio, fa pensare a qualcosa che si aggiunge, di conseguenza incrementando il valore del prodotto o del servizio che la possiede.

TU

Concludiamo l’elenco di queste magiche parole utili a rendere più efficaci e veloci le tue vendite, con la parola più potente fra tutte: il TU
Al cliente, tendenzialmente, importa solo quello che il tuo prodotto è in grado di fare per lui.
Per questo, prima di iniziare la tua presentazione devi porti una semplice domanda: “quali sono i vantaggi per il mio cliente?” . Una volta trovate le risposte inizia ad elencarli tutti utilizzando il TU in tutte le sue declinazioni: a te, ti, tuo/tuoi e così via..

Se hai domande, o vuoi proporre un tema in particolare per il prossimo articolo scrivilo pure nei commenti, ti risponderemo il prima possibile 🙂


6 Consigli per laurearsi in tempo lavorando – da una studentessa che lavorava part time

Quando ti laurei?!” “ Stai regalando i soldi all’università” e ancora “Quando prenderai le cose seriamente?

Sono le tre frasi che ogni genitore ripete al proprio figlio, a cadenza che va dal giornaliero al settimanale, dipende da casi. Ed è una cosa frustrante, lo so bene, mia madre me le ripeteva in continuazione, sembrava un disco rotto.Purtroppo, da genitore, è difficile comprendere le difficoltà a cui uno studente può andare incontro, per loro SEI TU che perdi tempo, il discorso finisce li.

E ora ti sei messo/a anche in testa di lavorare: perchè?

Il tuo lavoro è lo studio!” Eheheh mi sono sentita dire anche questo

Ed è per questo che ho qualche prezioso consiglio per te, che ti aiuterà ad ottimizzare il tuo tempo, in modo da poter anche lavorare e diventare finalmente indipendente economicamente, senza sentirti dire: “ Inizi tante cose e non concludi niente

Iniziamo

1- Stai sempre attento/a in classe

Lo so, sembra un’ovvietà, ma è decisamente il primo passo da compiere per ottimizzare al meglio il tempo all’Università. Captare anche solo il 50% delle informazioni che il professore comunica in classe è già un buon traguardo, e quando ti troverai davanti al libro sarai già a metà dell’opera! Se il professore in questione rientra tra quelli che sparano 100000 informazioni al minuti utilizzando termini incomprensibili registralo con il telefonino: riascoltare quel che è stato detto, magari mentre state tornando a casa in autobus/metro o nella calma di casa tua ti sarà di aiuto.

2- Prendi appunti

Che sia uno schema, una mappa concettuale o la trascrizione completa di quanto detto dal professore ciò che conta è trascrivere. E’ scientificamente testato che scrivendo ciò che si sta ascoltando si aiuta il cervello a fissare le informazioni, meglio se usi penne colorate, in modo da rendere visibile alcuni concetti chiave piuttosto che altri. In questo modo, una volta di fronte al libro dovrai soltanto ripetere invece di partire da 0.

3- Meglio stare all’aria aperta che sui social

Cercare di obbligare il nostro cervello a fare qualcosa è inutile. Quindi al primo cenno di cedimento è bene svagarsi un po’: ma lascia stare telefono e social network. Passeggiando all’aria aperta o passeggiando e basta, darai alla tua mente la possibilità di rilassarsi stimolando la creatività, grazie alla vista di cose nuove.

E questo cosa che invece non succede restando seduti con gli occhi fissi sul telefono.

4- Fissa degli obiettivi

Ogni studente ha un piano di studi. Ogni piano di studi è composto da una serie di esami. Ogni esame ha un programma da svolgere che prevede lo studio di libri. Ogni libro ha una serie di pagine. Dividi il numero delle pagine da studiare per i giorni che hai a disposizione, fissa un obiettivo giornaliero e cerca di mantenerlo costante. Per esempio, se dall’operazione ti risulteranno da studiare 30 pagine al giorno che, dopo essere state sottolineate diventeranno 25, anticipatene 5 dalle trenta destinate al giorno successivo. In questo modo il vostro cervello si abituerà a portare a termine l’obiettivo giornaliero senza sforzo ( eccezione fatta per quello iniziale ) con enormi benefici in termini di motivazione e fiducia in se stessi.

5- Elimina le distrazioni

Quel che serve per fare le cose bene e in breve tempo è la concentrazione. Per restare concentrati bisogna eliminare ogni tipo di distrazione: che sia il telefonino, gli amici o i pensieri. Si, perché anche il pensare a cosa devi fare “dopo” costituisce una distrazione. Impara a dedicare il giusto tempo ad ogni cosa, se vuoi riuscire a guadagnare tempo

6-Sfrutta le ore buca per lavorare

Ed ora entriamo nel vivo del discorso. Vuoi guadagnare in modo da essere indipendente economicamente, e magari pagarti da solo l’università, in modo da allentare la morsa dei tuoi genitori. Sfrutta le ore buca a tua disposizione!

Esistono alcuni lavori part-time, che viste le poche ore d’impegno richiesto, ti permettono sfruttare le ore buca tra una lezione ed un’altra, o di lavorare quando finisci di seguire i corsi all’università: in questo modo una volta tornata/o a casa potrai dedicarti tranquillamente allo studio.

Da noi di RèSpeak, per esempio, i turni sono di tre ora e trenta al giorno, e puoi scegliere tra i turni che fanno più comodo a te!

Questo call center è stato la mia salvezza, credimi.

Sono stata una cameriera, una lavapiatti e una promoter, ma tutte le volte ho dovuto lasciare: lavoravo sempre più ore del previsto e tutte le volte che tornavo a casa ero sempre troppo stanca.

Volevo solo riposarmi .

Poi ho deciso di mettere da parte i miei pregiudizi e ho provato con i call center. Dopo aver fatto un bel po’ di ricerche online.ho inviato la mia candidatura in RèSpeak, visto che era vicinissimo alla mia facoltà, e viste le ottime recensioni che aveva.

Qui ho trovato il mio equilibrio.

Pagamento fisso orario, contratto a norma di legge, possibilità di “guadagnare bene”e impegno di tre ore e trenta al giorno, con tutto il resto della giornata libera.

Cosi ho potuto mantenermi gli studi da sola e ti dirò, ho messo anche qualche soldino da parte!

Tu cosa aspetti?

Lavorando in RèSpeak potrai guadagnare, “farti passare qualche sfizio” e contribuire in casa senza perdere neanche un esame. Diventerai il/la figlio/a perfetto!

Invia la tua candidatura!

Ho letto l’informativa sulla privacy

Vero lavoro da casa o truffa? 7 consigli sul come scoprirlo

Vuoi lavorare da casa? Ora è il momento giusto!

Questo 2020 ha fatto si che le aziende di organizzassero velocemente, ed esistono opportunità di lavoro a distanza praticamente in ogni campo.

L’altra faccia della medaglia è che sono aumentati anche i rischi.

Non tutte le opportunità di lavoro pubblicizzate sono veritiere, alcune sono una truffa bella e buona o peggio.

Se esiste qualcosa di peggio di un paese senza lavoro, è un paese senza lavoro dove si cerca di sfruttare fino all’osso la disperazione delle persone: questo è purtroppo il caso dell’Italia.
Sempre più spesso, quando si naviga in siti creati appositamente per la pubblicazione di annunci di lavoro, capita d’imbattersi in inserzioni poco chiare su alcuni punti di vista o troppo espliciti su altri, dalla quale è sempre meglio stare alla larga.
Un tempo, quando Internet era ancora una novità e gli imbroglioni non erano ancora tanto abili, riconoscere annunci menzogneri non era così difficile, al contrario d’adesso.
Oggi giorno, tali inserzioni sono curate in maniera cosi’ minuziosa, da riscuotere anche un grande interesse tra l’utenza.

Allora, com’è possibile difendersi da tali trappole telematiche?

La risposta sta nel leggere il tutto con attenzione.

Ecco alcuni consigli da seguire per evitare di essere frodato.

1# Se ti chiedono soldi SCAPPA
Le offerte di lavoro che comprendono l’acquisto di guide pratiche, mailing list, kit di avvio o altro sono una truffa. Il costo delle attrezzature necessarie per iniziare a lavorare non deve essere a tuo carico. Noi di Virtual Telesseling, per esempio, forniamo l’accesso ai software e tutto quello che serve per lavorare gratuitamente

2# Ignora le persone che ti contattano per offerte che non hai richiesto

3#Fai attenzione alle mail da parte di aziende a cui non hai fornito il tuo indirizzo e-mail.
Se un e-mail ti sembra sospetta, cerca l’azienda online e vai direttamente sul suo sito, invece di cliccare sui collegamenti interni alla mail. Le aziende reali hanno anche un sito dall’aspetto professionale ed un indirizzo email verificabile. Ad esempio, chiunque lavori con RèSpeak ha un indirizzo email che termina con @respeak.it

4# Evita le offerte che promettono molti soldi con il minimo sforzo.
Il lavoro è lavoro. Assicurati di capire cosa farai, come sarai pagato e le competenze necessarie per avere successo. Gli stipendi da sogno promessi potrebbero essere solo quello… un sogno

5# Fai attenzione ai recruiter che non chiedono informazioni sulla tua esperienza pregressa.
Se stai ricevendo una grande offerta che non chiede di fornire alcuna informazione su chi sei o perché sei adatto per l’azienda, l’offerta potrebbe essere troppo bella per essere vera.

6# Lavora solo con aziende che puoi verificare, e non aver paura di chiedere informazioni. Contatta in privato le persone che hanno lasciato recensioni sui social, loro potranno aiutarti.

7# Diffida da chi ti promette il pagamento in buoni regalo, come le carte Amazon, invece che in contanti.

Regola più importante: fidati sempre del tuo istinto. Se qualcosa ti sembra sospetto effettua i dovuti controlli, e non aver paura di porre tutte le domande che ti vengono in mente. Se non trovi le risposte che cerchi, o ti vengono date solo risposte vaghe allora lascia perdere.

Noi di RèSpeak abbiamo una chat dedicata proprio a questo!

Scopri le nostre “ virtuali opportunità

Guida a come realizzare i propri sogni

Tutti abbiamo dei sogni che vorremmo realizzare, ma solo in pochi ci riescono. Perché?! cos’è che fa la differenza? La fortuna? Di certo gioca un ruolo importante, ma pensare che si possano realizzare i propri sogni solo grazie alla fortuna sa tanto di scusa. Se dipende tutto dalla Dea Bendata tanto vale fare il minimo indispensabile e lasciare che faccia lei il resto. Poi, se qualcosa va storto la colpa e tutta sua. Giusto? Fortuna, talento e un bel pizzico di ” tanto è inutile” sono le scuse preferite dei frignoni. Sono le scuse di chi preferisce piangersi addosso piuttosto che scorciarsi le maniche. E continuare a raccontarci queste scuse ci fa perdere tempo e ci fa bruciare un sacco di energie.
Il vero segreto per realizzare i nostri sogni si cela altrove…Il vero segreto sta in quanto desideriamo che quel sogno si realizzi.

Se vuoi raggiungere un traguardo devi volerlo con ogni cellula del tuo essere.

Devi desiderarlo come desideri una boccata d’aria fresca dopo essere rimasto un po’ troppo sott’acqua. Quando provi un desiderio di questo tipo smetti istantaneamente di raccontarti scuse, respiri e basta, pronto a lottare pur di riuscirci. In quel momento è l’unica cosa che desideri.

Ebbene, è questa la mentalità che bisogna raggiungere se si vuole coronare i propri sogni, ed è una mentalità che deve essere applicata in tutti gli ambiti della nostra vita.

Nello studio. Che senso ha continuare a sbattere la testa sui libri, tentare di applicare alla le migliori tecniche di apprendimento rapido, se hai perso il desiderio di studiare? Prima ancora di aprire il libro devi ritrovare la tua motivazione, visualizzare il tuo obiettivo e puoi muoverti per raggiungerlo, altrimenti perderai solo tempo.

Come anche nel lavoro. Continuiamo ad aspettare la famosa “chiamata”. Inviamo centinaia di curriculum sulla scia di quanto fatto dai nostri genitori 20 anni fa, sperando nell’arrivo del posto fisso. Che ci piaccia o meno, che sia giusto o meno, quel mondo è finito.

Se desideriamo davvero raggiungere la nostra indipendenza economica, dobbiamo esplorare nuove alternative per fare soldi.
Oggi come oggi se hai 30 anni sei troppo vecchio, se ne hai meno di 30 “devi fare esperienza”, se hai esperienza sei “troppo qualificato”.

Se poi sei una mamma i giochi sono chiusi dall’inizio, ti tolgono anche la possibilità di scendere in campo.
Per questo bisogna scorciarsi le maniche, abbandonare i pregiudizi che ci hanno trasmesso genitori, amici e familiari, togliere il freno a mano e metterci in gioco.

Come?

Sperimentando, provando. Devi essere pronto/a a cogliere ogni opportunità che la vita ti para davanti, piccola o grande che sia. La luce infondo al tunnel potrebbe essere più vicina di quanto pensi.
Ti faccio un esempio.

Mettiamo in caso che tu sia in cerca di lavoro.

Supponiamo che tu sia andato/a in tutte le agenzie interinali della zona, e che tu abbia risposto ad ogni annuncio di lavoro trovato online senza risultato.
Il tutto mentre i tuoi genitori ti accusano di “non fare abbastanza”, gli amici ti guardano in modo compassionevole e i parenti ti offrono aiuto economico per portare avanti la tua famiglia. Ormai sei schiacciato/a dall’ansia, e porti il cellulare con te anche in bagno, “che vuoi vedere che ti chiamano proprio quando sei li

Hai fatto tutto quanto in tuo potere, ma il telefono continua a restare muto.Immaginiamo tu stia vivendo una situazione del genere.
Cosa faresti?
Certo, restare a casa in attesa della “chiamata” così come ti hanno insegnato potrebbe essere una soluzione, e poi?
Prima o poi il sussidio che percepisci finirà, ammesso tu lo stia percependo. E dovrai scorciarti le maniche, se realmente DESIDERI essere indipendente, se realmente DESIDERI garantire ai tuoi figli tutto il necessario, se realmente DESIDERI sentirti bene con te stesso/a. Perché di sicuro adesso tutto sei, tranne che orgoglioso di stesso/a. E di sicuro hai scartato a priori l’idea di andare a lavorare in un call center, lo so, ragioni ancora secondo il “mondo dei tuoi genitori”

Oggi, i call center danno a più di 80.000 persone uno stipendio dignitoso. Tra gli operatori ci sono principalmente donne, di quelle che hanno visto molte porte sbattute in faccia perché mamme. Subito dopo abbiamo gli studenti, che mossi dal desiderio di indipendenza hanno scelto un lavoro che lasci tempo per lo studio. Infine ci sono coloro che hanno iniziato nei call center per necessità, ed hanno poi finito per innamorarsi di questo lavoro.Insomma, rispetto al passato quello nei call center è un “vero lavoro”, con diritti, stipendi e contratto tutelati dalla legge.

E’ vero, esistono call center che pagano poco e che costringono gli operatori a lavorare in condizioni pessime. Ma questa non è la regola dei call center, è un’eccezione.
A fare la differenza è l’atteggiamento del datore di lavoro: bisogna solo saper scegliere l’azienda giusta, dando importanza ai giusti dettagli.

Aziende serie che trattano i propri collaboratori con il giusto rispetto esistono, anche in questo settore. Prova a leggere le nostre recensioni su Facebook, per riuscire a comprendere pienamente cosa sto dicendo.

Troverai tantissimi rimandi alla rèale opportunità, payoff del nostro marchio.


Una promessa che facciamo a tutti i nostri collaboratori.
Una promessa di crescita professionale e stabilità economica, concretizzata dai numerosi operatori che pur partendo dalle cuffiette ora ricoprono ruoli importanti.
Al momento contiamo più di 350 collaboratori, che lavorano nelle nostre sette sedi sparse tra Campania e Calabria.
Molti dei nostri collaboratori, i nostri RèSpeaker, sono in azienda da 5, 6 e anche 10 anni, e ad oggi non hanno mai preso in considerazione l’idea di cambiare lavoro. Come vedi il mondo in cui i tuoi genitori “facevano soldi” non esiste più.
Oggi anche un call center può darti la stabilità economica e il rispetto che meriti, SE scegli l’azienda giusta.
Ora, ipotizziamo che la situazione che abbiamo appena descritto corrisponda alla tua, a quella che stai vivendo adesso.

Quanto DESIDERI trovare una soluzione ai tuoi problemi?

Perché la vita ti sta mettendo davanti una nuova “rèale opportunità“.

Quella di prenotare il tuo colloquio

Le 5 cose che devi assolutamente sapere se hai deciso di lavorare in un call center

Film, video su youtube, articoli di giornale, satira, in Italia sono ormai anni che il lavoro nei call center viene demonizzato, e non possiamo dare tutti i torti.
Molti call center sono davvero allestiti in ambienti squallidi, molto più simili a degli scantinati che a uffici degni di questo nome.
La maggior parte degli operatori vengono realmente sottopagati.
E veramente poca attenzione viene data alla formazione delle nuove risorse.
Ne siamo coscienti, e l’abbiamo sottolineato in diversi articoli.
Quello che ci risulta strana è la concezione, il pensiero comune, che si è andato a costruire intorno al nostro lavoro nel corso degli anni.

Se un lavoratore ha avuto un’esperienza negativa lavorando in un ristorante, in un supermercato o in qualsiasi altra attività commerciale, se la prende con il “datore di lavoro”, per i call center invece vale il ragionamento opposto,
è il lavoro a fare schifo” anche se la colpa è palesemente di qualcun’altro.

Esistono call center nei quali gli operatori lavorano in modo molto professionale, con strumenti ed uffici all’avanguardia, erogando servizi di alta qualità.
Esistono call center che permettono alle persone di mantenere la propria famiglia, e che gli garantiscono un guadagno anche in tempi come questi.

Esistono call center dove si è scelto di mettere al centro della politica aziendale il benessere delle persone.

Nessuno ne parla mai, ma esistono.

I call center sono uno strumento importantissimo nel marketing moderno, permettono di mettere in relazione le aziende con i propri clienti al fine di soddisfare le proprie esigenze e fornire un servizio migliore. Si tratta quindi di un lavoro altamente professionale.

A qualcuno potrà sembrare strano ma fidatevi: imparare a comunicare al telefono dando aiuto e supporto ai clienti è una bella professione. E poi vi spianerà la strada verso quella che è la competenza più richiesta sul mercato del lavoro, ovvero la vendita.

Basta solo saper scegliere il call center giusto, e oggi vogliamo spiegarvi come fare.

1# Un call center serio fa una seria selezione.
Diffidate da chi vi inserisce in organico dopo un colloquio superficiale, vi tratterà con la stessa superficialità. Il mito che vuole che “nei call center si assumano tutti” è falso. L’operatore telefonico deve avere dei requisiti ben specifici che non tutti hanno. Chi si candida per lavorare con noi compila prima un questionario, che permette alla nostra responsabile recruiting “di conoscerlo meglio” e poi sostiene il colloquio.

2#Un call center serio è trasparente su tutto
Fornisce tutte le informazioni su modalità di pagamento e contratto di lavoro. I nostri RèSpeaker, per esempio, hanno un filo diretto con l’ufficio amministrativo, e possono porre tutte le domande che vogliono in qualsiasi momento.

3#Un call center serio forma il suo collaboratore sia sul prodotto che sulla comunicazione.
Gli insegna tutte le tecniche migliori, lo segue passo passo e lo trasforma in un venditore vincente, prima di lasciarlo solo al telefono. Se in un offerta di lavoro non viene fatto accenno alla formazione lasciate perdere: vi metteranno uno script in mano per poi abbandonarvi a voi stessi. Noi crediamo molto nella formazione, e la consideriamo un investimento piuttosto che una spesa, e ogni nostro collaboratore ha a disposizione dei corsi gratuiti e una vasta biblioteca.

4#Un call center serio mette i propri collaboratori in condizione di lavorare al meglio.
Se durante il giro della sala o guardando le foto su Facebook dovreste notare delle sedie come queste, uguali a quelle che trovate nelle sale d’attesa del dottore SCAPPATE A GAMBE LEVATE

Un call center serio si preoccupa della salute dei suoi collaboratori e mette a disposizione sedie comode ed ergonomiche. Come quelle che usiamo noi

5# Un call center serio non fa promesse esagerate.
Navigando in giro sul web o su Facebook è facile trovare delle offerte di lavoro di call center che promettono anche 1000€ di fisso mensile. Diffidate, diffidate sempre dalle promesse troppo belle per essere vere, potreste avere delle sgradevoli sorprese alla fine del mese.

E ancora.. se gli operatori dovessero avere un’espressione triste.
Se l’ambiente ti dovesse sembrare troppo rumoroso e cupo.

SCAPPA E NON VOLTARTI INDIETRO

L’ambiente non è né serio né salutare

Gli impiegati sono il vero motore dell’attività, e un datore di lavoro che non si prende cura di chi porta avanti la baracca non ti merita

Noi abbiamo scelto di mettere prima le persone e poi il nostro business
Perché senza i nostri RèSpeaker non esisterebbe la nostra azienda, ed è giusto metterli al centro di tutto.

Noi ne abbiamo fatto il primo comandamento dell’azienda, e ci abbiamo fondato sopra 7 sedi – divise fra Campania e Calabria – che ora contano circa 350 collaboratori.

350 persone serene che si recano a lavoro con il sorriso, vanno d’accordo con i colleghi e guadagnano anche bene. Persone, o meglio rèspeaker, che hanno un legame affettivo con un’azienda che fa di tutto per farli sentire a casa.

Da noi non esistono le postazioni “gabbia” ma delle comode station, che permettono ai Rèspeaker di socializzare tra loro, aiutandosi in caso di difficoltà.
Le nostre sedi sono dotate di materiale fonoassorbente – presente sui muri all’interno delle postazioni e sul soffitto – in modo da eliminare il fastidioso effetto “eco” caratteristico dei luoghi chiusi. Per non parlare poi della corretta illuminazione, il microclima e un tocco di verde qui e la, gioia per gli occhi e il cuore.

Cosa aggiungere più?

Ah si, se hai deciso di lavorare in un call center scegli un’azienda seria.

Scegli la tua rèale opportunità

Prenota il tuo colloquio a settembre e assicurati un posto d’onore tra i RèSpeaker di domani!