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Category i consigli degli esperti

6 Consigli per laurearsi in tempo lavorando – da una studentessa che lavorava part time

Quando ti laurei?!” “ Stai regalando i soldi all’università” e ancora “Quando prenderai le cose seriamente?

Sono le tre frasi che ogni genitore ripete al proprio figlio, a cadenza che va dal giornaliero al settimanale, dipende da casi. Ed è una cosa frustrante, lo so bene, mia madre me le ripeteva in continuazione, sembrava un disco rotto.Purtroppo, da genitore, è difficile comprendere le difficoltà a cui uno studente può andare incontro, per loro SEI TU che perdi tempo, il discorso finisce li.

E ora ti sei messo/a anche in testa di lavorare: perchè?

Il tuo lavoro è lo studio!” Eheheh mi sono sentita dire anche questo

Ed è per questo che ho qualche prezioso consiglio per te, che ti aiuterà ad ottimizzare il tuo tempo, in modo da poter anche lavorare e diventare finalmente indipendente economicamente, senza sentirti dire: “ Inizi tante cose e non concludi niente

Iniziamo

1- Stai sempre attento/a in classe

Lo so, sembra un’ovvietà, ma è decisamente il primo passo da compiere per ottimizzare al meglio il tempo all’Università. Captare anche solo il 50% delle informazioni che il professore comunica in classe è già un buon traguardo, e quando ti troverai davanti al libro sarai già a metà dell’opera! Se il professore in questione rientra tra quelli che sparano 100000 informazioni al minuti utilizzando termini incomprensibili registralo con il telefonino: riascoltare quel che è stato detto, magari mentre state tornando a casa in autobus/metro o nella calma di casa tua ti sarà di aiuto.

2- Prendi appunti

Che sia uno schema, una mappa concettuale o la trascrizione completa di quanto detto dal professore ciò che conta è trascrivere. E’ scientificamente testato che scrivendo ciò che si sta ascoltando si aiuta il cervello a fissare le informazioni, meglio se usi penne colorate, in modo da rendere visibile alcuni concetti chiave piuttosto che altri. In questo modo, una volta di fronte al libro dovrai soltanto ripetere invece di partire da 0.

3- Meglio stare all’aria aperta che sui social

Cercare di obbligare il nostro cervello a fare qualcosa è inutile. Quindi al primo cenno di cedimento è bene svagarsi un po’: ma lascia stare telefono e social network. Passeggiando all’aria aperta o passeggiando e basta, darai alla tua mente la possibilità di rilassarsi stimolando la creatività, grazie alla vista di cose nuove.

E questo cosa che invece non succede restando seduti con gli occhi fissi sul telefono.

4- Fissa degli obiettivi

Ogni studente ha un piano di studi. Ogni piano di studi è composto da una serie di esami. Ogni esame ha un programma da svolgere che prevede lo studio di libri. Ogni libro ha una serie di pagine. Dividi il numero delle pagine da studiare per i giorni che hai a disposizione, fissa un obiettivo giornaliero e cerca di mantenerlo costante. Per esempio, se dall’operazione ti risulteranno da studiare 30 pagine al giorno che, dopo essere state sottolineate diventeranno 25, anticipatene 5 dalle trenta destinate al giorno successivo. In questo modo il vostro cervello si abituerà a portare a termine l’obiettivo giornaliero senza sforzo ( eccezione fatta per quello iniziale ) con enormi benefici in termini di motivazione e fiducia in se stessi.

5- Elimina le distrazioni

Quel che serve per fare le cose bene e in breve tempo è la concentrazione. Per restare concentrati bisogna eliminare ogni tipo di distrazione: che sia il telefonino, gli amici o i pensieri. Si, perché anche il pensare a cosa devi fare “dopo” costituisce una distrazione. Impara a dedicare il giusto tempo ad ogni cosa, se vuoi riuscire a guadagnare tempo

6-Sfrutta le ore buca per lavorare

Ed ora entriamo nel vivo del discorso. Vuoi guadagnare in modo da essere indipendente economicamente, e magari pagarti da solo l’università, in modo da allentare la morsa dei tuoi genitori. Sfrutta le ore buca a tua disposizione!

Esistono alcuni lavori part-time, che viste le poche ore d’impegno richiesto, ti permettono sfruttare le ore buca tra una lezione ed un’altra, o di lavorare quando finisci di seguire i corsi all’università: in questo modo una volta tornata/o a casa potrai dedicarti tranquillamente allo studio.

Da noi di RèSpeak, per esempio, i turni sono di tre ora e trenta al giorno, e puoi scegliere tra i turni che fanno più comodo a te!

Questo call center è stato la mia salvezza, credimi.

Sono stata una cameriera, una lavapiatti e una promoter, ma tutte le volte ho dovuto lasciare: lavoravo sempre più ore del previsto e tutte le volte che tornavo a casa ero sempre troppo stanca.

Volevo solo riposarmi .

Poi ho deciso di mettere da parte i miei pregiudizi e ho provato con i call center. Dopo aver fatto un bel po’ di ricerche online.ho inviato la mia candidatura in RèSpeak, visto che era vicinissimo alla mia facoltà, e viste le ottime recensioni che aveva.

Qui ho trovato il mio equilibrio.

Pagamento fisso orario, contratto a norma di legge, possibilità di “guadagnare bene”e impegno di tre ore e trenta al giorno, con tutto il resto della giornata libera.

Cosi ho potuto mantenermi gli studi da sola e ti dirò, ho messo anche qualche soldino da parte!

Tu cosa aspetti?

Lavorando in RèSpeak potrai guadagnare, “farti passare qualche sfizio” e contribuire in casa senza perdere neanche un esame. Diventerai il/la figlio/a perfetto!

Invia la tua candidatura!

Ho letto l’informativa sulla privacy

Vero lavoro da casa o truffa? 7 consigli sul come scoprirlo

Vuoi lavorare da casa? Ora è il momento giusto!

Questo 2020 ha fatto si che le aziende di organizzassero velocemente, ed esistono opportunità di lavoro a distanza praticamente in ogni campo.

L’altra faccia della medaglia è che sono aumentati anche i rischi.

Non tutte le opportunità di lavoro pubblicizzate sono veritiere, alcune sono una truffa bella e buona o peggio.

Se esiste qualcosa di peggio di un paese senza lavoro, è un paese senza lavoro dove si cerca di sfruttare fino all’osso la disperazione delle persone: questo è purtroppo il caso dell’Italia.
Sempre più spesso, quando si naviga in siti creati appositamente per la pubblicazione di annunci di lavoro, capita d’imbattersi in inserzioni poco chiare su alcuni punti di vista o troppo espliciti su altri, dalla quale è sempre meglio stare alla larga.
Un tempo, quando Internet era ancora una novità e gli imbroglioni non erano ancora tanto abili, riconoscere annunci menzogneri non era così difficile, al contrario d’adesso.
Oggi giorno, tali inserzioni sono curate in maniera cosi’ minuziosa, da riscuotere anche un grande interesse tra l’utenza.

Allora, com’è possibile difendersi da tali trappole telematiche?

La risposta sta nel leggere il tutto con attenzione.

Ecco alcuni consigli da seguire per evitare di essere frodato.

1# Se ti chiedono soldi SCAPPA
Le offerte di lavoro che comprendono l’acquisto di guide pratiche, mailing list, kit di avvio o altro sono una truffa. Il costo delle attrezzature necessarie per iniziare a lavorare non deve essere a tuo carico. Noi di Virtual Telesseling, per esempio, forniamo l’accesso ai software e tutto quello che serve per lavorare gratuitamente

2# Ignora le persone che ti contattano per offerte che non hai richiesto

3#Fai attenzione alle mail da parte di aziende a cui non hai fornito il tuo indirizzo e-mail.
Se un e-mail ti sembra sospetta, cerca l’azienda online e vai direttamente sul suo sito, invece di cliccare sui collegamenti interni alla mail. Le aziende reali hanno anche un sito dall’aspetto professionale ed un indirizzo email verificabile. Ad esempio, chiunque lavori con RèSpeak ha un indirizzo email che termina con @respeak.it

4# Evita le offerte che promettono molti soldi con il minimo sforzo.
Il lavoro è lavoro. Assicurati di capire cosa farai, come sarai pagato e le competenze necessarie per avere successo. Gli stipendi da sogno promessi potrebbero essere solo quello… un sogno

5# Fai attenzione ai recruiter che non chiedono informazioni sulla tua esperienza pregressa.
Se stai ricevendo una grande offerta che non chiede di fornire alcuna informazione su chi sei o perché sei adatto per l’azienda, l’offerta potrebbe essere troppo bella per essere vera.

6# Lavora solo con aziende che puoi verificare, e non aver paura di chiedere informazioni. Contatta in privato le persone che hanno lasciato recensioni sui social, loro potranno aiutarti.

7# Diffida da chi ti promette il pagamento in buoni regalo, come le carte Amazon, invece che in contanti.

Regola più importante: fidati sempre del tuo istinto. Se qualcosa ti sembra sospetto effettua i dovuti controlli, e non aver paura di porre tutte le domande che ti vengono in mente. Se non trovi le risposte che cerchi, o ti vengono date solo risposte vaghe allora lascia perdere.

Noi di RèSpeak abbiamo una chat dedicata proprio a questo!

Scopri le nostre “ virtuali opportunità

Guida a come realizzare i propri sogni

Tutti abbiamo dei sogni che vorremmo realizzare, ma solo in pochi ci riescono. Perché?! cos’è che fa la differenza? La fortuna? Di certo gioca un ruolo importante, ma pensare che si possano realizzare i propri sogni solo grazie alla fortuna sa tanto di scusa. Se dipende tutto dalla Dea Bendata tanto vale fare il minimo indispensabile e lasciare che faccia lei il resto. Poi, se qualcosa va storto la colpa e tutta sua. Giusto? Fortuna, talento e un bel pizzico di ” tanto è inutile” sono le scuse preferite dei frignoni. Sono le scuse di chi preferisce piangersi addosso piuttosto che scorciarsi le maniche. E continuare a raccontarci queste scuse ci fa perdere tempo e ci fa bruciare un sacco di energie.
Il vero segreto per realizzare i nostri sogni si cela altrove…Il vero segreto sta in quanto desideriamo che quel sogno si realizzi.

Se vuoi raggiungere un traguardo devi volerlo con ogni cellula del tuo essere.

Devi desiderarlo come desideri una boccata d’aria fresca dopo essere rimasto un po’ troppo sott’acqua. Quando provi un desiderio di questo tipo smetti istantaneamente di raccontarti scuse, respiri e basta, pronto a lottare pur di riuscirci. In quel momento è l’unica cosa che desideri.

Ebbene, è questa la mentalità che bisogna raggiungere se si vuole coronare i propri sogni, ed è una mentalità che deve essere applicata in tutti gli ambiti della nostra vita.

Nello studio. Che senso ha continuare a sbattere la testa sui libri, tentare di applicare alla le migliori tecniche di apprendimento rapido, se hai perso il desiderio di studiare? Prima ancora di aprire il libro devi ritrovare la tua motivazione, visualizzare il tuo obiettivo e puoi muoverti per raggiungerlo, altrimenti perderai solo tempo.

Come anche nel lavoro. Continuiamo ad aspettare la famosa “chiamata”. Inviamo centinaia di curriculum sulla scia di quanto fatto dai nostri genitori 20 anni fa, sperando nell’arrivo del posto fisso. Che ci piaccia o meno, che sia giusto o meno, quel mondo è finito.

Se desideriamo davvero raggiungere la nostra indipendenza economica, dobbiamo esplorare nuove alternative per fare soldi.
Oggi come oggi se hai 30 anni sei troppo vecchio, se ne hai meno di 30 “devi fare esperienza”, se hai esperienza sei “troppo qualificato”.

Se poi sei una mamma i giochi sono chiusi dall’inizio, ti tolgono anche la possibilità di scendere in campo.
Per questo bisogna scorciarsi le maniche, abbandonare i pregiudizi che ci hanno trasmesso genitori, amici e familiari, togliere il freno a mano e metterci in gioco.

Come?

Sperimentando, provando. Devi essere pronto/a a cogliere ogni opportunità che la vita ti para davanti, piccola o grande che sia. La luce infondo al tunnel potrebbe essere più vicina di quanto pensi.
Ti faccio un esempio.

Mettiamo in caso che tu sia in cerca di lavoro.

Supponiamo che tu sia andato/a in tutte le agenzie interinali della zona, e che tu abbia risposto ad ogni annuncio di lavoro trovato online senza risultato.
Il tutto mentre i tuoi genitori ti accusano di “non fare abbastanza”, gli amici ti guardano in modo compassionevole e i parenti ti offrono aiuto economico per portare avanti la tua famiglia. Ormai sei schiacciato/a dall’ansia, e porti il cellulare con te anche in bagno, “che vuoi vedere che ti chiamano proprio quando sei li

Hai fatto tutto quanto in tuo potere, ma il telefono continua a restare muto.Immaginiamo tu stia vivendo una situazione del genere.
Cosa faresti?
Certo, restare a casa in attesa della “chiamata” così come ti hanno insegnato potrebbe essere una soluzione, e poi?
Prima o poi il sussidio che percepisci finirà, ammesso tu lo stia percependo. E dovrai scorciarti le maniche, se realmente DESIDERI essere indipendente, se realmente DESIDERI garantire ai tuoi figli tutto il necessario, se realmente DESIDERI sentirti bene con te stesso/a. Perché di sicuro adesso tutto sei, tranne che orgoglioso di stesso/a. E di sicuro hai scartato a priori l’idea di andare a lavorare in un call center, lo so, ragioni ancora secondo il “mondo dei tuoi genitori”

Oggi, i call center danno a più di 80.000 persone uno stipendio dignitoso. Tra gli operatori ci sono principalmente donne, di quelle che hanno visto molte porte sbattute in faccia perché mamme. Subito dopo abbiamo gli studenti, che mossi dal desiderio di indipendenza hanno scelto un lavoro che lasci tempo per lo studio. Infine ci sono coloro che hanno iniziato nei call center per necessità, ed hanno poi finito per innamorarsi di questo lavoro.Insomma, rispetto al passato quello nei call center è un “vero lavoro”, con diritti, stipendi e contratto tutelati dalla legge.

E’ vero, esistono call center che pagano poco e che costringono gli operatori a lavorare in condizioni pessime. Ma questa non è la regola dei call center, è un’eccezione.
A fare la differenza è l’atteggiamento del datore di lavoro: bisogna solo saper scegliere l’azienda giusta, dando importanza ai giusti dettagli.

Aziende serie che trattano i propri collaboratori con il giusto rispetto esistono, anche in questo settore. Prova a leggere le nostre recensioni su Facebook, per riuscire a comprendere pienamente cosa sto dicendo.

Troverai tantissimi rimandi alla rèale opportunità, payoff del nostro marchio.


Una promessa che facciamo a tutti i nostri collaboratori.
Una promessa di crescita professionale e stabilità economica, concretizzata dai numerosi operatori che pur partendo dalle cuffiette ora ricoprono ruoli importanti.
Al momento contiamo più di 350 collaboratori, che lavorano nelle nostre sette sedi sparse tra Campania e Calabria.
Molti dei nostri collaboratori, i nostri RèSpeaker, sono in azienda da 5, 6 e anche 10 anni, e ad oggi non hanno mai preso in considerazione l’idea di cambiare lavoro. Come vedi il mondo in cui i tuoi genitori “facevano soldi” non esiste più.
Oggi anche un call center può darti la stabilità economica e il rispetto che meriti, SE scegli l’azienda giusta.
Ora, ipotizziamo che la situazione che abbiamo appena descritto corrisponda alla tua, a quella che stai vivendo adesso.

Quanto DESIDERI trovare una soluzione ai tuoi problemi?

Perché la vita ti sta mettendo davanti una nuova “rèale opportunità“.

Quella di prenotare il tuo colloquio

Come parlare al telefono senza la paura di essere fraintesi

La voce è il nostro principale mezzo di comunicazione.Tecnicamente comunicare vuol dire “trasmettere un’informazione da un individuo all’altro”, facendo attenzione anche ad altri fattori – tra cui l’espressione del viso e la gestualità – che possono aiutare il nostro interlocutore a recepire il messaggio in maniera “più chiara”.

In tempi di COVID però la comunicazione ha cambiato faccia.

Le video chiamate sono indubbiamente un’ottimo mezzo per accorciare le distanze, ma non sempre è possibile effettuarle in tutta tranquillità e con la giusta privacy. Quindi ecco che tornano di moda le telefonate, quelle lunghe, che ci aiutano a sentire i nostri cari più vicini. Dietro ogni squillo però si cela un’insidia: chi si trova dall’altra parte del telefono non può guardarci negli occhi, e il rischio di essere fraintesi per i motivi più diversi è altissimo.

Ti è già capitato almeno 100 volte in tutta la vita, lo so. Ed è una cosa frustrante.
Ti svelo un segreto

Durante quelle telefonate hai sottovalutato un particolare importantissimo: quando si parla al telefono è il suono della tua voce ti lega al tuo interlocutore. Per questo è fondamentale che sia gradevole, accogliente, in grado di creare buone emozioni.
Fidati, so bene di cosa parlo. Quando utilizzi il telefono come principale canale comunicativo professionale utilizzare la voce nel modo giusto diventa fondamentale, se si vuole comunicare il messaggio nel modo giusto.

Ecco perché oggi voglio darti quattro consigli pratici per aiutarti a migliorare la tua comunicazione telefonica, evitando così che il Covid sia l’anticamera della rovina dei tuoi rapporti sociali.

Iniziamo!


1#Fai attenzione al tono di voce.Mai alzare troppo il tono di voce, onde evitare di sembrare troppo aggressivi, ma neanche abbassarlo troppo. Ci possono essere rumori di fondo che compromettono la comunicazione, e il tuo interlocutore potrebbe far fatica a sentire quel che dici, con il rischio che si irriti.

2# Evita di stare in silenzio.Ascolta ciò che dice il tuo interlocutore e fagli capire che lo stai facendo esprimendoti, ogni tanto, con intercalari positivi del tipo: bene, perfetto, capisco etc.. In questo modo riuscirai a mantenere il contatto e favorirai la conversazione

3#Respira con il naso Quando respiri con la bocca mentre stai parlando a telefono il suono si sente molto, disturbando la comprensione e suscitando l’effetto “ansia” evita di farlo.

4#Sorridi Il sorriso è un’arma potente e si sente anche quando sei al telefono! Il sorridere fa bene e crea subito empatia.

Nel linguaggio di tutti i giorni tendiamo ad utilizzare “parlare” e “comunicare” come sinonimo, ma è sbagliato: la prima è l’azione di dire delle parole, mentre la seconda invece significa far arrivare un messaggio. Imparare a comunicare in maniera efficace è importantissimo affinché la nostra vita lavorative e le nostre relazioni funzionino bene.

Noi di RèSpeak lo sappiamo bene, e formiamo i nostri RèSpeaker affinchè riescano a comunicare in maniera efficace, al telefono e nella vita di tutti i giorni.
Se anche tu vuoi diventare un maestro delle parole, acquisendo la padronanza totale di quello che dici INVIA LA TUA CANDIDATURA!

Grazie al nostro avanzatissimo corso di formazione diventerai capace di vendere il ghiaccio agli eschimesi, e di mettere i tuoi figli a letto prima.. senza troppe storie!

Come credere in se stessi in 5 semplici mosse

Immaginate un bel pesciolino rosso. Uno di quelli di color rosso acceso, che avete guardato con occhi estasiati da bambini. Ecco, quel pesciolino ha nell’acqua il suo elemento naturale. Senza l’acqua non potrebbe né vivere né essere un pesce. Perderebbe la sua identità.

Per l’essere umano l’autostima è come l’acqua per il pesciolino rosso: senza, perdiamo la nostra identità. Per ognuno di noi sentirsi “persone apprezzabili” apprezzate e considerate da chi ci circonda è vitale, appunto come l’acqua per il nostro Nemo.

La mancanza di autostima ci abbatte, spingendoci in una spirale di “non posso” “non voglio” e “ non ci riesco” che ci bloccano ancor prima di iniziare.

Agiamo diversamente quando siamo sicuri di poter vincere rispetto a quando speriamo di riuscirci.

Fortunatamente l’autostima è come una piantina, e deve essere curata nel modo giusto ogni giorno, affinchè diadei frutti, che miglioreranno notevolmente la nostra vita.
Si, perché se anche non ce ne rendiamo conto, la maggior parte degli atteggiamenti che assumiamo durante la nostra giornata sono finalizzati ad aumentare la nostra autostima. Per questo è necessario migliorarla.

Come si fa?

Seguendo questi semplici consigli

1- “Petto in fuori pancia in dentro e testa alta”, quante volte l’avete sentito dire?Tantissime, e per un motivo validissimo: questa è la postura “della sicurezza”. Iniziare a camminare in questo modo migliora notevolmente l’immagine che si ha di se stessi.

2- Fai attenzione a quello che dici a te stesso. Se, per esempio, dopo aver fatto un errore tendi a rimproverarti duramente o a usare delle espressioni tipo “ sono un buono a nulla”, “ sbaglio sempre tutto”, finirai per crederci. Prova invece a rimodernare il tuo vocabolario con espressioni tipo: “ questo errore mi ha fatto riflettere” oppure “ ora so che”.

3- Parla lentamente, con calma e con tono autorevole, acquisirai subito una nuova sicurezza.

4- Quando ti vesti scegli sempre qualcosa che ti faccia sentire bello/a. Gli abiti che scegliamo di indossare hanno grande influenza sul nostro modo di comportarci e su ciò che proviamo.

5- Frequenta le persone giuste.  Tendiamo ad assorbire gli atteggiamenti delle persone che ci circondano, è scientificamente testato. Se vuoi acquisire maggiore fiducia in te stesso/a elimina dalla tua vita le persone negative che si lamentano in continuazione, e circondati di persone che ti fanno sentire a tuo agio, che ti supportano e che ti rendono felice.

Ecco i 3 motivi per cui abbiamo difficoltà nel prendere decisioni

Ogni giorno compiamo delle scelte. In ogni momento della nostra vita “decidiamo”.
Decidiamo cosa indossare la mattina.
Decidiamo a cosa prestare attenzione e a cosa dare priorità.
Decidiamo cosa mangiare.
La decisione, fa parte di noi.

Nonostante il nostro allenamento però, “scegliere” quando abbiamo di fronte qualcosa che percepiamo come importante ci mette in difficoltà.
Ci avete mai fatto caso?
In genere quando dobbiamo prendere una decisione in ambito relazionale o sentimentale tendiamo a procrastinare, mentre quelle che riguardano l‘ambito lavorativo ci fanno entrare in una vera e propria crisi nera.
Perché? Cosa rende il prendere una decisione così spaventoso?

La paura, il sentimento più antico del mondo.

La nostra percezione del rischio – anche se ipotetico e spesso ingigantito – ci porta a fuggire dalle scelte o a restare immobili in attesa che qualcun’altro scelga per noi. Se la scelta compiuta dagli altri ci aggrada ci sentiamo fortunati e ci prendiamo anche qualche merito.
Quando invece la scelta è negativa per noi ce la prendiamo con tutti tranne che con noi stessi. Facile, molto molto facile.

Ad alimentare ed influenzare le nostra paure, facendo si che si gonfino e sgonfino come un palloncino di fronte a precise situazioni impedendoci cosi di decidere sono moltissimi fattori, sia interno che esterne a “noi”.

C’è il fattore sociale, ossia l’insieme delle nostre relazioni con amici, familiari e colleghi : ciascuno ci rimanda alla propria visione della vita e all’immagine di quello che siamo, influenzandoci. Finiamo sempre per sentirci insicuri di fronte ad una decisione perché ” Tizio ci reputa poco capaci di poter fare quella cosa” o perché “Caio ci ha detto espressamente che siamo inadatti.
Pensateci.
A quante cose avete rinunciato perché “qualcuno vi aveva detto che…”?


Ci sono poi i fattori interiori, quelle catene che da soli abbiamo messo alla nostra mente e alla nostra capacità di scelta, in base alle nostre esperienze e a quelle degli altri, degli schemi su noi stessi, su come siamo fatti, su tutto quello che siamo in grado o meno di fare. Queste catene ci stringono forte e ci impediscono di muoverci a suon di “Non ci riuscirai mai”.

Infine abbiamo il fattore culturale, il modo nostro di percepire, sentire e interpretare la realtà che ci circonda. Modo che, ancora una volta, nasce dall’insieme di voci, pareri e convinzioni che abbiamo assorbito dalle persone che ci circondano, senza averne fatto un’esperienza personale. Questo è il caso dei pregiudizi, che ci spingono a prendere una decisione piuttosto che un’altra. Calzante in questo caso è un esempio lavorativo.

La nostra cultura ci ha insegnato che lavorare nei call center vuol dire “essere dei perdenti”. Operatore telefonico è sinonimo di persona che “ha rinunciato ai propri sogni per arrangiarsi”.
Ma comunque, stando a dati facilmente reperibili su internet, in italia sono circa 80.000 le persone che lavorano in un call center – outbund o inbound che sia – portando a casa uno stipendio regolare e dignitoso alla fine di ogni mese.
Stiamo quindi parlando di 80.000 perdenti?
80.000 persone che si stanno arrangiando?

Mi sembrano un po’ troppi.

80.000 persone che hanno saputo scegliere l’azienda giusta, prendendo in mano le redini della propria vita e decidendo per il proprio futuro? Si è plausibile.

350 di questi lavorano con noi, lavorano in RèSpeak da 5,6 e anche 10 anni, e mai hanno accennato al voler cambiare lavoro. Sono felici e stanno bene in un’azienda che si prende cura di loro. Hanno raggiunto la loro stabilità, perché sono stati in grado di mettere a tacere il ronzio delle voci nella loro testa, e si sono sintonizzati sulla decisione. Hanno deciso di voler provare, e sono stati premiati dalla vita.
Bisogna essere consapevoli di tutto ciò che sta condizionando la nostra vita in questo momento, di quei pensieri e quelle convinzioni che la stanno limitando ed evitare che siano siano loro a decidere il nostro destino!
Se iniziamo a pensare e sentire in modo diverso da quello abituale, se siamo più consapevoli, positivi e costruttivi, anche le nostre azioni procederanno di conseguenza….e le azioni daranno dei frutti che cambieranno noi stessi e la nostra vita!
Sta a noi la scelta se vivere una vita piena anziché mediocre!
Ogni volta che prendiamo una decisione in maniera consapevole , prendiamo in mano la nostra vita e ci rafforziamo!
Ricorda: alla fine ciò che determina le nostre azioni, chi siamo e dove andiamo nella vita sono le nostre decisioni.
Tu cosa hai deciso di fare?
Vuoi prenotare il tuo colloquio adesso trovando finalmente un lavoro, o vuoi continuare a dare la colpa agli altri?

Parliamo della resilienza: l’arte di piegarsi senza spezzarsi

Fa caldo? Vogliamo l’aria condizionata
L’ultima tecnologia in commercio ci evita di compiere un SOLO movimento in più? La vogliamo!
Prendere i mezzi pubblici? Naaa meglio l’auto, siamo più comodi!
E così via…
Questa lista potrebbe continuare all’infinito, visto i tantissimi modi in cui cerchiamo di sfuggire al disagio. Appena avvertiamo che una situazione potrebbe farci uscire dalla nostra zona di comfort compriamo cose, facciamo cose o inventiamo scuse, è automatico

Ma questo continuo sfuggire al disagio ha fatto arrugginire la nostra resilienza.. NO resistenza RESILIENZA, sono due cose diverse, anche se spesso le persone le usano come sinonimo.

La resistenza ha a che fare con la capacità di rimanere in piedi nonostante le difficoltà.
La resilienza invece indica la capacità di una persona di rialzarsi in maniera costruttiva dopo un duro colpo, una sconfitta o un fallimento. È la capacità di evolversi, di trasformarsi, prendendo coscienza di possibilità fino a quel momento ignorate, avvicinandosi così alla propria realizzazione.
Sono esempi di resilienza, coloro che dopo una perdita, riscoprono i valori perduti.
Chi coltiva ed allena un atteggiamento resiliente diventa capace di superare qualsiasi problema a testa alta, grazie alla maggiore consapevolezza di se stesso e all’esperienza.

Perchè si, la resilienza è come un muscolo e può essere allenata, tenendo presenti questi sette semplici passi.

1# Essere resilienti vuol dire essere flessibili, e dobbiamo quindi allenare la mente ad accettare modi di fare e agire diversi dal nostro. Affrontare ogni giorno una nuova situazione, mettendo alla prova la nostra capacità di adattamento è di sicuro un buon esercizio

2# Pur pianificando la nostra giornata in ogni minimo dettaglio, ci sarà sempre qualcosa che sfuggirà al nostro controllo. Imparare a gestire tutto ciò che ci accade con la giusta calma, è un altro passo verso lo sviluppo della resilienza,

3# Godersi gli attimi di felicità, la bellezza della natura e/o prendersi cura di se stessi, sono tutte “piccolezze” che possono aiutarci a sviluppare un atteggiamento positivo, e di conseguenza resiliente.

4# Imparare a ridere di se stessi aiuta ad affrontare le difficoltà con maggior spensieratezza.

5# Siamo tutti imperfetti e possiamo sbagliare, bisogna solo accettarlo.

6# Qualche volta, per riuscire a superare i tempi duri è necessario affidarsi alla spensieratezza. L’umorismo ci aiuta ad assumere una prospettiva diversa sulle cose e migliora il nostro benessere

7# Di fronte ad alcune situazioni, per trovare una soluzione basta solo fare un passo indietro, guardando il tutto da un altro punto di vista. Esistono infiniti modi per contrastare un problema, soprattutto se si prendono in considerazione delle idee nuove.
Per esempio, è resiliente l’atteggiamento di chi non riuscendo a trovare lavoro si reinventa, iniziando a sfruttare ed affinare delle abilità innate mai usate prima: come l’abilità di persuasione o la padronanza di linguaggio, due delle caratteristiche chiave di un buon venditore.

È proprio così che, molti dei nostri RèSpeaker, hanno scoperto le loro doti di venditori.
Ed ora hanno un lavoro, che gli permette di poter pagare le bollette.

Tu cosa aspetti a rimetterti in gioco?

Lavora con noi

Tre segreti per catturare l’attenzione delle persone e farsi ascoltare

A tutti è capitato di avere la sensazione di parlare senza essere ascoltati, e il più delle volte era vero.

Questo perché c’è una netta differenza tra “parlare” e “comunicare”.
Con parlare si intende il semplice atto di comunicare delle informazioni all’altra persona.
La comunicazione, invece, viaggia attraverso diversi mezzi, ad esempio: la verbale utilizza le parole, quella non verbale comprende le espressioni del volto, i gesti, il tono della voce e solitamente tende a far “fuoriuscire” gli effettivi sentimenti, gli stati d’animo e le opinioni.

Per catturare l’attenzione della persona che abbiamo di fronte o al telefono, bisogna quindi comunicare, comunicare bene, applicando questi tre segreti che adesso vi svelerò.

Perchè dovreste ascoltarmi?

Perché nessuno conosce la comunicazione meglio di un venditore telefonico!
Iniziamo!

1# Ascolta se vuoi essere ascoltato/a

Se vuoi che una persona presti attenzione a quello che dici devi fare lo stesso. Ascolta il tuo interlocutore, e fagli capire che hai prestato attenzione e che rispetti il suo punto di vista, utilizzando espressioni del tipo: << Comprendo quello che dici >>, << Si ti capisco>> e così via.
In caso dovesse mostrarti qualche perplessità ma fagli capire, utilizzando i vocaboli giusti, che il problema può essere risolto.
Per esempio: se ti dice che quello che stai chiedendo è troppo difficile ( vocabolo che alza barriere) rispondi che è solo impegnativo (parola che evoca si il concetto di “compito”, ma in ottica stimolante)

2# Le persone gentili sono sempre ascoltate

L’empatia è alla base di qualsiasi conversazione, e la gentilezza l’aumenta in maniera esponenziale. “Grazie”, “per favore” e tutta la terminologia legata alla buona educazione sono espressioni chiave, se si vuole essere ascoltati. ATTENZIONE: mai usare le parole “scusa” o mi “dispiace” senza motivo, rischi di infastidire chi ti ascolta

3# Le parole tossiche

Quando si parla con qualcuno si corre il rischio costante di far attivare i suoi filtri emotivi: cioè rischiamo di infastidirlo, offenderlo o metterlo in difficoltà senza volerlo. Per questo, se vogliamo che ci ascoltino, dobbiamo far attenzione alle parole che usiamo.