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Come nasce RèSpeak, il call center delle Rèali Opportunità?

C’era una volta tanto tempo fa un giovane che aveva deciso di scommettere il tutto per tutto sul suo futuro.
Oggi conoscete quel ragazzo come Gennaro Lenta l’imprenditore, il capo supremo di RèSpeak ma, all’epoca del nostro racconto, era semplicemente Gennaro, e leggerete la sua storia personale tra un po’.

L’unica cosa che vi interessa sapere al momento, è che quando ha iniziato, il nostro CEO non era poi così diverso da voi e me: un ragazzino senza soldi e tanti sogni nel cassetto, realizzati grazie ad una buona dose di caparbietà.

Il coraggio fa la differenza, e lui di certo ne ha avuto tanto quando, intravista una Rèale opportunità di guadagno nel mondo dei call center, decise di mettersi all’opera acquistando l’attrezzatura necessaria a buon mercato.

All’inizio erano solo lui e dei Sirio usati, in un piccolo ufficio a Marano. All’epoca lavorava per imparare, e fare esperienza sul campo gli sembrò la scelta giusta per acquisire le conoscenze necessarie ad avviare l’attività.

I corsi di formazione e lo studio teorico sarebbero arrivati poi.

In quel periodo non poteva ancora permetterseli, come non poteva ancora “pagare gli stipendi” o la ristrutturazione dell’ufficio, che portò a termine da solo.

In principio erano 40 postazioni

Dopo aver superato le difficoltà iniziali a trovare il denaro da investire e svolto attività burocratiche da far impallidire un notaio, l’attività iniziò ad ingranare: l’esperienza sul campo aveva dato i suoi frutti.

Ora i soldi iniziavano ad entrare, e si potevano pagare gli stipendi.

Fu cosi che da quel primo ufficio si passò, nel 2013, a quella che oggi è la sede di Marano, che all’epoca aveva solo 40 postazioni, neanche tutte occupate. Si lavorava su una sola commessa e i sistemi a nostra disposizione oggi erano solo un lontano miraggio. Carta e penna erano i principali strumenti del mestiere e tutto veniva svolto manualmente. Gli alto performanti erano pochissimi e non esisteva un piano di carriera.
Nonostante la Rèale opportunità fosse ancora un’utopia, quel call center iniziava già a distinguersi dagli altri.

Il numero degli operatori aumentava di giorno in giorno, e si iniziarono ad aprire nuove sedi, tra cui quella di Davoli e Rende in Calabria.

Quando si ha la responsabilità di decidere per il bene dell’azienda non si può pensare al singolare, bisogna pensare al bene di tutti.

Vendere vuol dire tante cose: stabilire delle connessioni, trasmettere fiducia, creare un rapporto con l’altra persona.

Fare il bene di tutti, in quel momento, voleva dire perfezionare la formazione.

Il momento della svolta era vicino.

2016 – la nascita del marchio

La realtà cambia in continuazione sotto la spinta di diversi fattori. Chi resta fermo rischia di non avere più un rapporto creativo con il mondo. Bisogna saper innovare, e innovazione è la parola che più di ogni altra caratterizza la vita di Gennaro Lenta.

Dal suo punto di vista innovare significa assumersi la responsabilità di fare la propria parte nel mondo, facendo crescere in qualità le relazioni con le persone. Questo approccio fa la differenza per l’essere umano, inteso come singolo essere pensante, per l’imprenditore e tutti i suoi collaboratori.

Se si agisce così, il risultato si muove verso la crescita, qualitativa e personale. Se si agisce così ci si muove verso il successo, e si è destinati a lasciare il segno. Se si agisce così si creano le Rèali opportunità.

Il marchio RèSpeak nasce nel 2016 con un obiettivo ben preciso: regalare la Rèale opportunità, a quelli che da quel momento in poi saranno chiamati RèSpeaker.

Nasce il piano di carriera e vengono gettate le basi per quella che sarà poi la Rèvoluzione.

Per prima cosa vengono stravolte le sedi.

In tutte si istallano i pannelli fonoassorbenti, che eliminano il riverbero: l’eco caratteristico dei locali dove ci sono molte persone. Avete presente quando al ristorante non riuscite a conversare con i vostri amici o parenti a causa del rumore? Ecco, il riverbero è quello.

Le postazioni “gabbia” vengono abolite. Si studiano e costruiscono delle moderne station ( dotate a loro volta di pannelli ) che permettono ai RèSpeaker di parlare tra di loro, di aiutarsi in caso di difficoltà, di diventare amici e anche di più. Si acquistano sedie comode ed ergonomiche. Si posizionano le piante ma, soprattutto, si investe in nuovi sistemi che rendono il lavoro più veloce e pratico.

Il viaggio verso il futuro è iniziato.

2017 – apre la sede di Catanzaro

L’8 maggio del 2017 il nostro marchio taglia un’altra tappa importante, la firma del contratto d’affitto di quell’immobile che diventerà poi la sede di Catanzaro.

RèSpeak era già in Calabria, e da diverso tempo operavamo sul territorio con grandissimi risultati, ma quella della sede di Catanzaro è una storia particolare che merita di essere raccontata.

Per chi non lo sapesse, la sede in questione si trova in via Lucrezia della Valle, all’interno di una galleria commerciale. Era una galleria d’arte, potete quindi immaginare quanto alti fossero gli standard del proprietario e quanto bello sia l’ufficio. Cercatelo su Google maps.

È stato amore a prima vista, ma quell’amore non è stato ricambiato, almeno non subito.

La prima risposta ricevuta dal proprietario del locale quando gli abbiamo detto che volevamo affittarlo è stato un secco “No”.

Perché? Provate ad indovinare…

Sì, esatto.

Non voleva affittarcelo perché siamo un “call center” e i call center si sa, prestano poca attenzione alle cose altrui. Ma gli è bastato conoscere meglio l’azienda e la nostra area manager della Calabria Giusy Fabiano per cambiare subito idea.

2018 – l’headquarter di via Toledo

𝟐𝟐 𝐃𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟏𝟖, una marea di persone si muove lentamente tra le strade del 𝐶𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑆𝑡𝑜𝑟𝑖𝑐𝑜 𝑑𝑖 𝑁𝑎𝑝𝑜𝑙𝑖.

Qualcuno cerca i regali di Natale “dell’ultimo minuto”.

Qualcun altro si gode la magica atmosfera natalizia, che riscalda il cuore di grandi e piccini mentre, qualcun altro ancora, freme per l’imminente arrivo del Capodanno e salta da un negozio all’altro alla ricerca dell’abito perfetto.

È comprensibile.

Il Capodanno rappresenta una metaforica porta verso un futuro ancora da scoprire, ricco di opportunità e di sorprese.

Apparire al meglio è importante.

La stessa metaforica porta si stava aprendo in quello stesso momento al 𝙩𝙚𝙧𝙯𝙤 𝙥𝙞𝙖𝙣𝙤 𝙙𝙞 𝙫𝙞𝙖 𝙏𝙤𝙡𝙚𝙙𝙤 156, per accogliere coloro che avrebbero scritto un nuovo capitolo nel libro della storia dell’azienda, trasformandolo in un best seller.

Oggi varcando quella porta si entra nel quartier generale di via Toledo, la “testa che regge la corona di RèSpeak”.

È qui che, ogni giorno, nascono le Rèali opportunità, ed è da qui che verranno gettate le basi per il continuo di questa storia, che ha il suo nuovo episodio nella nascita dello smart working.

2020 – Arriva lo smart working

Nessuno ce la fa da solo. Quando vedi grandi cose realizzate non sono state realizzate da una sola persona.

C’è bisogno di costruire un team e circondarsi delle persone migliori da cui apprendere, con competenze complementari alle tue, ma soprattutto di persone sulle quali puoi contare e che abbiano meritato rispetto e fiducia. Persone in grado di aiutarti a superare le difficoltà, e anni “particolari” come questo.

Il 2020 è stato probabilmente il viaggio più impegnativo della vita di tutti noi.

Un viaggio che ci ha notevolmente cambiati sia come persone che come azienda. Durante questi 365 giorni ne sono successe di tutti i colori.

Una pandemia globale… l’avreste mai immaginato? Noi no, ma eravamo ugualmente pronti e tutto è andato per il meglio. Abbiamo continuato a lavorare senza problemi, e rispetto ad altre persone siamo stati fortunati, tanto.

Lontani ma pur sempre vicini” abbiamo mantenuta viva l’atmosfera che rende RèSpeak così diverso dagli altri call center, ravvivando le giornate a suon di contest, quiz, sfide e tante risate.

In principio eravamo soli, poi ci siamo chiesti: Perché non rendere accessibile a tutti la “Rèale Opportunità”?

Non solo nel momento dell’emergenza ma ogni volta che qualcuno, sposando i nostri valori, decida di indossare le cuffie e correre verso traguardi personali e professionali.

Così è nata la nostra sede virtuale che, a oggi, conta più di 100 RèSpeaker collegati da qualsiasi punto dell’Italia.

Il primo passo di un lungo viaggio, mirato a rendere Rèspeaker, il call center delle Rèali Opportunità, una consolidata Rèaltà nazionale.

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Call center e formazione: perché è importante?

So cosa stai pensando: “ Sto cercando un lavoro in call center e devo frequentare un corso di formazione?”. Ti capisco, ma quello su cui voglio farti riflettere è la possibilità di investire su te stesso/a, affrontando un percorso formativo (gratuito) che ti aiuterà a ottenere il lavoro che vuoi, e a migliorare la tua vita. Tutto questo inviando la candidatura per lavorare in un call center? Sì, se il call center in questione è RèSpeak.

Il mondo dei call center in Italia è vasto, le opportunità di lavoro di certo non mancano e non viene richiesto alcun requisito. Vi siete mai chiesti il perché? Ora ve lo spiego io.

I call center pagano poco.

Quello dell’operatore è un lavoro “senza titolo di studio”, nel senso che “L’Università della vendita” non è stata ancora inventata. Un identikit del venditore esiste. Esiste l’elenco delle caratteristiche e delle conoscenze, che una persona deve avere per diventare un buon venditore. Ciò che manca è il “pezzo di carta”, lauree/ certificati/ diplomi, che attestino tali conoscenze. In assenza di qualcosa da leggere ( soprattutto nel caso delle persone senza esperienza ), il venditore viene assunto dopo aver superato un semplice colloquio conoscitivo.

Nel caso del venditore telefonico ops dell’operatore, scusate, il colloquio è di solito una chiacchierata informale. Nulla di più, nulla di meno. Questo perché, i call center, mirano a buttare dentro quante più persone possibili, al fine di raggiungere l’equilibrio perfetto tra ore di lavoro e spese. Se poi ti esce fuori quello che ti chiude qualche contratto, bene. Lo si tiene dentro insieme agli altri, e si avvia un nuovo ciclo di assunzioni alla ricerca del fuoriclasse.

Non è detto, però, che chi sia stato scelto per restare lo sia.

Il più delle volte si tratta di una persona che riesce a stipulare 4-5 contratti al mese, quando tutto va bene. Quindi, RESA BASSA + FISSO ORARIO BASSO = operatore telefonico che guadagna poco.

Questo è solo il riassunto di un loop di assunzioni-licenziamenti che dura all’infinito.

Che conoscenze servono per diventare un “buon” operatore telefonico?

Prima di tutto bisogna avere competenze informatica, visto che si lavora prevalentemente al computer. Una buona dialettica è vitale, se si vuole far colpo sul cliente mentre, la cultura generale, serve per avere sempre nuovi spunti di discussione con il cliente e creare rapport.

Poi ci sono le doti caratteriali. Il problem solving primo su tutti, la capacità d’ascolto, pazienza, attenzione ai dettagli e ottima gestione dello stress.

Chi è in possesso di queste conoscenze e caratteristiche, inizia a lavorare già con buone probabilità di guadagnare il “giusto”.

In cosa consiste un corso di formazione per operatori call center?

Di solito i corsi di formazione organizzati all’interno dei call center servono a due cose: istruirti sul prodotto e a consegnarti uno script, che dovrai poi imparare a memoria. Cos’è uno script? Un copione che si recita in chiamata, e che ti guiderà durante la conversazione con il cliente. Almeno fino a un certo punto.

Una volta iniziata la conversazione bisogna anche concluderla, e concluderla con una vendita. Qui entrano in gioco le tecniche di comunicazione e di vendita, e la maggior parte dei corsi di formazione organizzati dai call center le accennano soltanto.

In cosa consiste il corso di formazione di RèSpeak?

Il nostro corso di formazione dura 7 giorni: 4 di teoria e tre di pratica. Lo so cosa stai penando: ” 4 giorni a studiare?” Sì, tornerai a scuola.

Durante la prima parte del corso la nostra Formatrice toccherà, e non esattamente in quest’ordine, i seguenti punti:

1- Una giornata viene dedicata alla formazione tecnica, ovvero ad imparare come si usano i nostri sistemi, la gestione di una chiamata, il controllo dei contratti e così via.

2- Una giornata, invece, è completamente dedicata al prodotto: luce e gas, piuttosto che prodotti per il marketing o fotovoltaico etc…

3- Un’altra giornata ancora, viene dedicata alle tecniche di vendita., allo studio della piramide dei bisogni e delle leve motivazionali.

4- Una giornata intera è riservata alle tecniche di comunicazione e PNL.

E questo è il programma del solo corso di formazione di base. Quelli dei corsi di formazione avanzati sono troppo lunghi e articolati da scrivere qui, sappi solo che vanno ad approfondire e articolare gli argomenti elencati in precedenza. Poi ci sono i veri livelli del pacchetto Office.

Insomma, chi supera il nostro processo di selezione entra a far parte di un percorso formativo che ti da la possibilità sì di imparare un nuovo lavoro, ma anche di crescere come persona. A tutti fa comodo imparare a farsi ascoltare, no?!

Chi supera il nostro corso di formazione, poi, lo fa per diventare un RèSpeaker, un venditore telefonico professionista e non un operatore telefonico perché quelli si sa, guadagnano poco.

Lavora con noi in smart working

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Il venditore, il lavoro che non morirà mai

L’economia globale muta alla velocità della luce. Le conoscenze che ieri hanno garantito ai nostri genitori la possibilità di firmare un contratto a tempo indeterminato oggi, al massimo, ti rendono qualificato/a per uno stage. E andrà sempre peggio. Se da un lato, però, i dati sull’occupazione risultano preoccupanti, quelli sulla produzione sono incoraggianti. L’essere umano è un consumatore compulsivo. La produzione di prodotti e servizi non cesserà mai, e ci sarà sempre bisogno di qualcuno che li venda: che si tratti di venditore porta a porta, vendita telefonica, vendita in un negozio oppure online.

Anche dietro ad Amazon, per quanto computerizzata possa essere, ci sono delle persone, tante persone. Di quelle che ti rispondono al telefono quando hai un problema, o hai bisogno di informazioni, anche questa è vendita.

Fino a quando l’umanità esisterà ci saranno sempre prodotti da vendere, e ci sarà sempre bisogno di qualcuno che lo faccia. Sempre.

Quello del venditore è il lavoro che non morirà mai. Come potrebbe? Lo so cosa stai pensando, e lascia che ti racconti una storia

Negli anni ’60 l’Olivetti – una delle aziende più importanti al mondo nel campo delle macchine da scrivere- condusse un sondaggio tra le mogli dei propri venditori: nessuna di queste usò mai la parola “venditore” nel descrivere l’impiego del marito

Coma darle torto?

Una volta la vendita era l’ultima spiaggia per chi non era stato abbastanza bravo a scuola, da assicurarsi un lavoro di ufficio.

La vendita era considerata un’attività ignobile e il venditore un truffatore.

Oggi le cose sono diverse, sì, ma sopravvivono alcuni luoghi comuni:

  • Non è un lavoro stabile
  • Il venditore raggira le persone
  • È un lavoro per gente senza un titolo di studio
  • È un lavoro che non dà futuro

Tu di sicuro hai pensato una di queste cose, ne sono certa. Tutte credenze che, per quanto radicate, possono essere messe in discussione utilizzando la logica. Iniziamo dalla prima.

  1. Non è un lavoro stabile

Conoscete un venditore disoccupato? No. Al contrario, provate a navigare su un sito dedicato alla ricerca del lavoro, Injob, subito.it, carrerijet o anche linkedin. Noterete che la maggior parte delle offerte di lavoro sono indirizzate proprio alla ricerca di venditore, telefonici e non.

2. Il venditore raggira le persone

Essere spigliati aiuta di sicuro nelle vendita, ma raggirare è tutt’altra cosa. L’etica, signori miei, è quello che fa al differenza, e la fa in qualunque lavoro. Il venditore che raggira le persone esiste, come esiste l’impiegato che ruba i soldi ai clienti o la commessa che ti mente spudoratamente, quando le chiedi ” mi sta bene questo jeans?”. Non è la vendita che rendita una persona scorretta, è la persona a esserlo.

3. È un lavoro per gente senza titolo di studio.

È vero. Non esiste un master in vendita telefonica o l’università della vendita, ma questo non vuol dire che il venditore sia un ignorante. Vendere è un’attività che richiede una formazione costante. Conoscere a menadito la propria azienda e il prodotto che si pubblicizza non basta a essere un buon venditore. Bisogna avere una buona alfabetizzazione informatica, conoscere i CRM, le regole del marketing e le tecniche di comunicazione. Si nasce venditori, è vero, ma per diventare un professionista, uno di quelli che porta a casa LO stipendio, bisogna studiare, impegnarsi e migliorarsi costantemente.

4. È un lavoro che non da futuro

È vero. Quello del venditore è un lavoro che non dà futuro è il futuro. Prendete l’anno 2020, quello della Pandemia. Molte attività hanno chiuso i battenti altre, invece, sono sopravvissute. La maggior parte di queste erano attività basate sulla vendita di prodotti, con in organico una rete vendita consolidata. Molti venditori non potendo più incontrare le persone Vis a Vis si sono ingegnati, e hanno iniziato a usare il telefono. Il loro posto di lavoro è sopravvissuto alla Pandemia. A un evento che nessuno ha previsto, e ne tanto meno avrebbe potuto prevedere.

La nostra azienda è fatta di venditori telefonici e, anche noi, in questi due anni abbiamo lavorato senza mai fermarci. Forse anche più del solito. Il marchio RèSpeak, il call center delle Rèali Opportunità, è diventato famoso in tutta Italia proprio negli anni della Pandemia: quando abbiamo avviato la modalità di lavoro in smart working.

Di cosa ci occupiamo?

Vendita di prodotti per il marketing, fotovoltaico, prodotti per l’estetica e tanto altro ancora, ma assumiamo solo nuovi RèSpeaker dedicati alla vendita di luce e gas per residenziale e business.

Chi sono i RèSpeaker?

Venditori che si sono fatti le ossa nel settore, partendo appunto dalla vendita di luce e gas, per poi trovare “la tua Rèale Opportunità all’interno dell’azienda. Per alcuni, la Rèale Opportunità e stata proprio quella di restare sul quel tipo di vendita mentre, qualcun altro, una volta seguiti i nostri corsi di formazione ( ovviamente gratuiti ) si è fatto spostare su altre lavorazioni. Con noi ognuno è libero di seguire le proprie inclinazioni e interessi. Sei appassionato di marketing? Benissimo, abbiamo il tipo di lavoro che fa per te, ma prima di spostarti, dobbiamo essere sicuri che tu sia un venditore con la V maiuscola.

In molti lavorano da casa, lontani chilometri da noi e, per quanto possiamo esserti vicini anche da lontano ( utilizziamo dei sistemi all’avanguardia ) c’è bisogno che tu abbia una certa dimestichezza con il lavoro, anche perché a scegliere a che ora iniziare il turno sarai tu.

Mi spiego meglio. Gli uffici sono aperti dalle 9:30 del mattino e chiudono alle 20:30, i venditori iniziano a lavorare alle 10. Se scegli di iniziare alle 9:30 puoi farlo, ma sarai senza assistenza, Coach e Supervisor iniziano alle 10. Per questo, prima di prenderti questo tipo di “libertà” è bene che tu abbia delle gambe salde, per poter camminare da solo/a. Anche perché chiediamo di garantire da un minimo di tre ore e trenta a un max di cinque ore lavorative al giorno ( continuative ) e potrebbero passare lentamente, se non hai con te qualcuno che ti assiste.

Perchè questa libertà di orario? È la base dello smart working. Tieni presente però che il nostro è un fisso mensile, calcolato sulle ore lavorate quindi, quando guadagni lo scegli tu.

Ora che hai tutte le informazioni ti faccio una domanda: vuoi imparare i segreti del mestiere che non morirà mai? Compila il modulo. Ti sarà inviata una mail, contenente le istruzioni per prenotare il tuo colloquio. Una volta superato accederai al nostro primo corso di formazione, durante la quale apprenderai le basi delle tecniche di comunicazione e di vendita.

Non ti fidi di noi? Grazie per aver letto fino a questo a punto e spero tu riesca a trovare presto un lavoro. In caso contrario, sai dove trovarci.

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Gli obiettivi sono il motore della vita. Tu ne hai uno?

Che si tratti della tua vita privata o lavorativa, gli obiettivi sono il tuo motore: senza, non avrai la spinta necessaria a muoverti. Hai presente i pensionati che ti sembrano invecchiare precocemente? Non hanno più obiettivi e cadono vittima delle abitudini. Ma questo accade anche a molti giovani o ad alcune categorie di lavoratori.

Ma nello specifico, cos’è un obiettivo?
Un obiettivo di solito è un desiderio che vogliamo soddisfare, una meta da raggiungere, un punto di arrivo che corrisponde ai nostri desideri.
Questo vuol dire chiedersi: chi voglio essere nella vita? Quali sono le cose che vorrei e per le quali sono disposto a lavorare duramente? Quanto voglio guadagnare? Quanto sono disposto a crescere professionalmente?

E così via.
Rispondere a queste domande equivale a inserire il percorso sul navigatore della tua vita. Un volta definita la visione, percorrere la strada verso i tuoi obiettivi diventerà molto più semplice.
Indubbiamente ci vuole buona volontà, costanza e sì, un pizzico di fortuna, ma anche una buona dose di realismo e organizzazione aiuta. Per prima cosa bisogna stare con i piedi per terra e scindere i “sogni”, spesso irraggiungibili e poco concreti, dagli “obiettivi”, che sono sempre concreti, misurabili e raggiungibili.

Esempio:

“diventare ricco” è un sogno, 50 contratti in un mese in modo da guadagnare X provvigioni e un obiettivo.

Molte persone sognano di diventare ricchi ma non chiudono 50 contratti. Perché hanno programmato male il loro “navigatore”, e non hanno letto la parte successiva dell’articolo.

Come si raggiungono gli obiettivi?

Con le idee chiare. Se manca l’idea di fondo, l’idea precisa sul “dove si vuole andare”, agire di conseguenza e muoversi in quella direzione diventerà impossibile.

Nel cercare i tuoi obiettivi, quindi, pensa a dove vuoi andare e scrivilo da qualche parte, ti aiuterà a focalizzarlo.
Una volta fatto questo il secondo passo da compiere è “il darsi una scadenza”, ovvero dividere gli obiettivi in base al tempo che potrai impiegare per raggiungerli.
Procedi seguendo questa linea:

  • breve termine
  • medio termine
  • lungo termine


Inizia fissando gli obiettivi a breve termine, dando importanza alle cose che vanno già bene, per esempio, mantenere la tua resa ( da notare che ho scritto mantenere e non aumentare). Il raggiungimento di un obiettivo “facile” ti aiuterà in termini di entusiasmo.
Per quanto riguarda invece gli obiettivi a medio termine, fissa la realizzazione di un traguardo iun po’ più impegnativo: mantenere la resa +1
Infine, per quanto riguarda gli obiettivi a lungo termine punta a qualcosa di veramente importante, qualcosa che ti aiuti a crescere come persona, puoi scegliere tra: l’autostima, il rapporto di coppia, l’integrazione sociale, la crescita professionale, la famiglia.

Adesso che li hai fissati e ordinati per fattibilità, ti resta solo un ultimo passo da compiere, definirli secondo questo schema:

  • Cosa, inteso come l’obiettivo da raggiungere.
  • Come, dove descriverai con quali strumenti e con quali mezzi intendi raggiungere l’obiettivo.
  • Dove, che ti aiuterà a evidenzia il luogo o i luoghi dove svolgere l’attività necessaria a raggiungere l’obiettivo. Per esempio, vuoi mantenere la tua forma fisica? Avrai bisogno di fare esercizio e quindi andrai in palestra. Questo è un “dove”.
  • Chi, coinvolgerai qualcun altro nel raggiungimento del tuo obiettivo? Scrivi il nome e il ruolo che avrà, altrimenti scrivi solo io. Esempio: chiederò consiglio al mio supervisor.
  • Quando, quante ore al giorno dedicherai a quest’attività?
  • Perché, è la chiave di volta di tutto lo schema. Qui dovrai scrivere una risposta sincera – possibilmente in maiuscolo – da rileggere almeno una volta al giorno.

Ora è tutto nelle tue mani. Agisci, e porta a termine quanto ti sei prefissato e, ricorda, lo schema precedente è applicabile anche nella vita privata 

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Cosa differenzia RèSpeak dagli altri call center?

Ogni marchio nasce da un “perché”, un motivo che ha portato il suo fondatore a dare il via all’attività.

Apple vende l’innovazione, un nuovo stile di vita.

Nokia, a suo tempo, “connetteva le persone” tra loro.

Noi di RèSpeak siamo nati per ridare splendore al mondo dei call center, sporcato dalla condotta “discutibile” di alcuni datori di lavoro interessati solo al guadagno. Le voci negative sui call center sono all’ordine del giorno, soprattutto in grandi realtà cittadine come Napoli, dove i call center “truffatori” sono liberi di proliferare sfruttando le persone.

Pur se con qualche difficoltà, siamo riusciti in 10 anni di attività a portare una ventata di freschezza nel settore. Il nostro pay-off , “la tua Rèale Opportunità“,  ha aiutato le persone a capire che anche un ” call center” può darti stabilità economica, il rispetto e la possibilità di crescita professionale, che ogni lavoratore merita.

Oggi contiamo più di 400 collaboratori divisi tra le nostre sedi fisiche ( presenti in Campania e Calabria) e l’innovativa sede virtuale, che ha portato il “call center delle Rèali Opportunità” in tutto il paese.

Più volte, nel corso del tempo, ci siamo trovati costretti a chiudere le selezione ( o a indire formazioni straordinarie) a causa dell’altissimo numero di candidati…. e i nostri RèSpeaker continuano ad aumentare.

Chi sono i RèSpeaker?

I venditori telefonici 2.0. Una nuova e avanzata versione dell’operatore telefonico, che ha trovato in questo lavoro la sua “Rèale Opportunità”, grazie alle fantastiche innovazioni che abbiamo portato in questo campo!

Vediamole insieme!

Lavorare in un call center: inbound o outbound?

Partiamo dalle basi: qual è la differenza tra inbound e outbound? E in cosa la nostra realtà è differente?

Lavorare in inbound vuol dire, per l’operatore, fornire informazioni e assistenza al cliente che chiama. I servizi offerti cambiano in base alla compagnia per cui si lavora: un operatore addetto alla quality interna, per esempio, deve essere in grado di fornire informazioni sullo stato del contratto, quello che lavora per una compagnia assicurativa, invece, deve saper gestire la risoluzione di pratiche legate a sinistri o fornire informazioni in merito. E così via.

L’operatore che lavora in outbound è un venditore. A lui spetta il compito di vendere a colui che chiama, illustrando le offerte, i vantaggi del prodotto e/o eventuali servizi. Per questo quando si parla di pagamento si sente parlare di “fisso+provvigioni”: all’operatore viene riconosciuto un pagamento fisso orario, più un fisso sulle vendite effettuate.

Riuscire a trovare lavoro come operatore telefonico inbound in un call center è difficile, a meno che si scelga di lavorare per aziende che garantiscano e provino la possibilità di crescita professionale, come nel nostro caso. In RèSpeak l’inbound è il primo step di crescita professionale, il primo passo che il RèSpeaker compie verso la sua “Rèale Opportunità”: parola di chi ci lavora.

Lavorare in un call center: i requisiti richiesti e l’importanza della formazione

Quello nei call center viene etichettato da tutti come lavoro di poco conto, solo perché ai fini della candidatura sono richieste doti “pratiche”, chiamiamole così. In realtà un operatore telefonico deve possedere conoscenze informatiche, ottima dialettica, capacità di far leva sui bisogni dell’interlocutore e tante altre doti, che affiancate alla giusta formazione lo aiuteranno ad acquisire grandi competenze : nel campo della comunicazione, marketing e tecniche di vendita.

Deve essere l’azienda a prendersi carico della formazione dell’aspirante operatore, mettendo a disposizione dei corsi di formazione GRATUITI: almeno così dovrebbe essere. Molti call center, di quelli che puoi trovare in ogni angolo di Napoli invece, o ti fanno pagare l’accesso al corso di formazione – per lo più scadente – o ti mettono al telefono senza spiegarti nulla.

Per questo, quando si invia la candidatura è bene fare qualche domanda in più sul tipo e sulla durata della formazione. Senza, le possibilità di concludere vendite con successo si abbassano notevolmente, e di conseguenza anche il guadagno.

Noi di RèSpeak teniamo molto alla formazione dei nostri RèSpeaker.

Fin dal loro primo ingresso in azienda garantiamo un percorso costante e professionale ( online ), che parte con una corso base della durata di una settimana suddivisa in:

Giorni in aula, durante i quali vengono insegnati i principi, le tecniche e i segreti della comunicazione efficace

Pratica , affiancati dalla nostra responsabile che segue i nuovi operatori sul campo, istruendoli sul sistema operativo, su come tenere una perfetta conversazione, e su tutti gli altri segreti del mestiere. E questo vale sia che si scelga la modalità di lavoro in smart, che quella in fisico. L’unica differenza sta ne fatto che, chi decide di lavorare in una delle nostre sedi, svolgerà la pratica dal vivo, direttamente nella sede scelta, rispettando il turno di appartenenza. 

Ai nostri RèSpeaker viene inoltre garantito l’accesso gratuito a diversi corsi professionali . Sono tantissimi, e vanno dal marketing, alla comunicazione, passando per la corretta gestione del tempo fino ad arrivare a corsi Excel. In questo modo hanno la possibilità di accrescere le proprie attitudini professionali in uno specifico campo, e possono sfruttare la loro “Rèale Opportunità” di crescita all’interno dell’azienda.

Nei call center si inizia come operatore: si gestiscono i primi contatti e si perfezionano le tecniche di comunicazione.

Accumulata sufficiente esperienza, si passa a compiti di coordinamento e gestione di piccoli gruppi in qualità di Trainer. Il ruolo successivo è la posizione di Team Leader, che si occupa di ascoltare le telefonate degli operatori, per perfezionarne le strategie e migliorarne così i rendimenti individuali.

L’apice della carriera è rappresentato dal ruolo di responsabile di call center o Call Center Manager, che valuta le performance dell’intero servizio, si occupa di selezione e formazione degli operatori e cura le relazione con gli altri settori aziendali.

Noi di RèSpeak diamo la possibilità ai nostri RèSpeaker di compiere un passo in più!

Grazie agli strumenti messi a disposizione dall’azienda, chi vuole può decidere di afferrare la “Rèale opportunità” di far carriera in RèSpeak entrando a far parte del Corporate: il nostro direttore commerciale, la responsabile delle risorse umane, i membri del back office… sono tutti partiti dalle cuffiette!

Una magica combinazione di elementi, che rende potente la struttura dell’azienda e permette ai nostri RèSpeaker di lavorare con passione!

I call center fanno tutti schifo?

SI se scegli l’azienda sbagliata!

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Perché scegliere di lavorare in un call center da casa?

Cosa vuoi fare da grande?” prova a chiederlo a un bambino o a una bambina, non ti risponderà mai “il venditore telefonico”, perché quello nei call center, a detta di qualcuno, non è un lavoro, eppure oggi ci lavorano in 80.000.

Perchè a fare la differenza tra “il bene e il male” è il datore di lavoro.

Gli uffici fanno sembrano scantinati, e gli operatori lavorano in quei piccoli loculi di legno seduti su una sedia scomoda tutta la giornata? Colpa del datore di lavoro che non investe soldi per migliorare l’ambiente.

Gli stipendi sono bassi e le provvigioni inesistenti? Sempre colpa del datore di lavoro, che con i soldi guadagnati probabilmente fa altro.

Gli operatori vengono catapultati al telefono senza un giorno di formazione, che spieghi loro anche le tecniche di vendita oltre che le caratteristiche del prodotto? Ancora colpa del datore di lavoro.

Se un lavoratore ha avuto un’esperienza negativa lavorando in un ristorante, in un supermercato o in qualsiasi altra attività commerciale se la prende con il “datore di lavoro”, per i call center invece vale il ragionamento opposto, ” è il lavoro a fare schifo”.

L’avete mai notato?

Questo modo di pensare danneggiata l’intera categoria.

Esistono call center nei quali gli operatori lavorano in modo molto professionale, con strumenti e uffici all’avanguardia, erogando servizi di alta qualità.
Esistono call center che permettono alle persone di mantenere la propria famiglia, e che gli garantiscono un guadagno anche in tempi difficili come il periodo di lockdown.

Nessuno ne parla mai, perché?

Perché ormai il lavoro nei call center si è “demonizzato”, è diventata una cosa da evitare a prescindere.
Ma proprio i call center, in questi anni “particolari” di distanziamento sociale, hanno permesso a migliaia di persone di lavorare da casa, continuando o iniziando a guadagnare “restando a casa”.

Lavorare in un call center da casa: tutti i vantaggi.

Generalmente, in un call center gestito nel rispetto della legge e all’insegna dell’onesta si sta bene. È un lavoro come tanti altri, e come tanti altri può dare la possibilità di crescere professionalmente e di mantenersi dignitosamente, soprattutto lavorando da casa.

Arrivato a gamba tesa nelle nostre vite insieme alla pandemia, il lavoro da casa continua a essere il preferito da molti italiani, perché ti permette di:

1. Risparmiare sui costi relativi allo spostamento: carburante, assicurazione, spese di manutenzione dell’auto, costi per l’abbonamento/biglietto etc..etc…

2. Avere un orario flessibile: i telelavoratori possono scegliere liberamente le ore di lavoro grazie alla flessibilità.

3. Stare vicino alla famiglia: lavorare da casa ha permesso a molte neo mamme e non di reinserirsi nel mercato del lavoro, senza togliere tempo ai figli o alla famiglia.

4. Diminuire lo stress: restando a casa vengono meno tutte “le corse contro il tempo” che caratterizzano la giornata di un italiano medio, che cerca di far convivere lavoro e vita privata.

5. Essere più produttivi e quindi più soddisfatti di se stessi: meno stress e più flessibilità migliorano l’umore, e di conseguenza la produttività.

6. Godere di migliori condizione di salute: visto che si potranno spendere le due ore ( circa ) guadagnate dal non dover compiere il tragitto lavoro casa e viceversa per andare in palestra o per praticare attività fisica in generale, migliorando le tue condizioni fisiche di salute.

Poi ci sono i vantaggi che il lavorare da casa con noi ti può dare.

Lavorare in RèSpeak ” il call center delle Rèali Opportunità” in smart working

Il canale in smart working di RèSpeak è nato durante l’emergenza COVID, mentre tutti chiudevano e mandavano persone per strada noi aprivamo le porte, proprio per dare a quelle persone rimaste senza lavoro una “possibilità”.

Perchè lavorando in un call center si può imparare un nuovo lavoro, impari a essere un venditore, affinando quelle che sono anche le nostre doti innate.

Pensaci.

Parti dalla tua infanzia fino ad arrivare ad oggi, scoprirai innumerevoli situazioni in cui sei stato un venditore senza saperlo. Quando da bambini usavi il pianto per convincere i tuoi genitori a comprarti qualcosa. Quando hai messo i bambini a letto presto con la promessa di..
Quando hai deciso a nome di tutto il tuo gruppo di amici dove andare il sabato sera.
OGNI VOLTA che hai convinto gli altri a fare qualcosa che ti interessava sei stato un venditore o una venditrice.

In mille occasioni la vita ci ha fatto ci fa e ci farà calare in questo ruolo …

RèSpeak ti da la possibilità di imparare a farlo bene, e soprattutto a farlo per lavoro, grazie alla nostra esclusiva formazione! E ti garantiamo anche un fisso orario, che ti permetterà di avere uno stipendio fisso mentre ti prepari a guadagnare anche lo provvigioni.

Lavorare in QUESTO call center da casa potrebbe essere la tua opportunità di riscatto.

Per ulteriori informazioni sulla nostra offerta di lavoro clicca qui

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Lavorare da casa: una nuova Rèale Opportunità per le mamme

L’Italia è la Cenerentola d’Europa in materia di occupazione femminile. L’Europa, infatti, vanta un netto 62,4% per quanto riguarda le donne tra i 15 e 64 anni contro il 32,2% del Sud Italia e 33,2% nelle Isole. Ma in tre regioni italiane le cose vanno ancora peggio. Il tasso di occupazione si è attestato sotto il 30% con la Campania in calo al 28,7%, la Calabria al 29%, la Sicilia al 29,3%, mentre la Puglia scende al 32,8%.
   
La verità è che per cambiare questo dato il mercato del lavoro dovrebbe studiare soluzioni anche per tutte quelle donne che devono per forza rimanere a casa, come abbiamo fatto noi.

Il trucco sta nel dosare alla perfezione tutti gli ingredienti, proprio come quando cucini : devi seguire alla lettera la ricetta, altrimenti il risultato non sarà quello sperato.

La vita di una donna, se ha famiglia, è proprio così.
Ogni cosa deve essere correttamente dosata, ogni impegno deve incastrarsi perfettamente con quello precedente e con il successivo, tenendo presente anche un eventuale contrattempo che non si sa mai.
Sono tante anche quelle mamme che dopo che i propri figli sono cresciuti sentono il desiderio di trovare una loro dimensione, o ancora quelle donne che dopo una separazione devono inventarsi un lavoro nuovo ma mancano loro le basi economiche per potersi permettere gli spostamenti in auto.

Dovrebbero prima poter guadagnare e poi investire ma senza investire in abbonamenti ai mezzi pubblici o in un’auto difficilmente riescono a guadagnare. Un cane che si morde la coda. Eppure lo sappiamo tutti che una donna in un’azienda è una risorsa straordinaria
-organizzata
-multitasking
-veloce nell’apprendimento

Noi lo sappiamo bene. RèSpeak, il call center delle Rèali Opportunità, è stato fondata dalle donne, e nelle donne ha il motore che le muove. Per questo abbiamo deciso di andare incontro alle loro esigenze, pensando anche a quelle donne che vogliono rimettersi in gioco, ma per svariati motivi sono impossibilitate a farlo.

I nostri turni di lavoro sono stati pensati in modo da consentire a ogni donna di sentirsi realizzata e vincente, continuando a essere anche il centro della sua famiglia.
Lavorando in smart working puoi essere una venditrice quando indossi le cuffie e poi prenderti cura di figli, partner, genitori quando le togli.
Tutto senza muoverti da casa.
Come una supereroina!

A darti il super potere della vendita è una formazione studiata per te, che ti consente di imparare da casa, velocemente, in maniera pratica e subito applicabile, sfruttando quelle che sono le tue capacità naturali.
Perché l’essere umano è un venditore nato, e trasformare questa dote in un lavoro a tempo pieno è tutta questione di “formazione”.
Non mi credi?
Fermati un attimo a riflettere.
Pensa a quante volte sei riuscita a convincere i tuoi bambini a fare qualcosa.
Torna con la mente a tutte le volte che sei riuscita a spuntarla in una discussione.
Rifletti su tutte le volte che sei riuscita a spuntarla in una discussione, dove SAPEVI DI AVER TORTO.

Tutte le volte che hai convinto gli altri a fare qualcosa ti interessava sei stata una venditrice.

In mille occasioni la vita ti ha fatto ti fa e ti farà calare in questo ruolo … e allora vale la pena imparare a farlo bene, e soprattutto a farlo per lavoro!
Grazie alla nostra esclusiva formazione imparerai le più grande tecniche di comunicazione, e come usare le giuste parole nel giusto ordine. Imparerai come attrarre l’attenzione del tuo interlocutore e a farti ascoltare: cosa che ti tornerà utile anche nella vita di tutti i giorni, soprattutto se sei una mamma.

Certo, puoi decidere di non prendere in considerazione questa offerta di lavoro e metterti in cerca di un lavoro classico, uno di quelli in cui la formula del part time è la promessa ma in cui poi ti chiedono “un’oretta in più”.
Se a tutto questo ci aggiungi il tempo per raggiungere il posto di lavoro ecco che sei pagata come se svolgessi un part time ma in realtà sei fuori casa full time.

Sai che in un anno, in media, una persona passa circa 312 ore in auto andando e tornando dal luogo di lavoro?
Sì, hai capito bene, 312 ore! In queste 312 ore hai idea di quante cose in più potresti fare?
Potresti addirittura avere del tempo per te.

Grazie a un pc e una connessione internet riprenderai il controllo di queste ore, e potrai lavorare e prenderti cura di tutto quello che ami ( compresa te stessa ) diventi una lavoratrice senza sensi di colpa, segui quelli che ami quando vuoi e lavori quando puoi.
Potrai partecipare al bilancio familiare, permetterti qualche lusso in più e realizzarti lavorativamente senza muoverti da casa tua e soprattutto senza rinunciare a quello che conta per te!

Ricapitolando, in RèSpeak – il call center delle Rèali Opportunità – avrai la possibilità di:
Guadagnare un fisso + provvigioni
– Riprendere il controllo del tuo tempo
– Lavorare comodamente da casa tua, scegliendo, tra questi, il turno più comodo per te :

dalle 11 alle 16
dalle 12 alle 16
dalle 12:30 alle 16
dalle 15 alle 20
dalle 16 alle 20.


– Seguire corsi di formazione avanzati, grazie ai quali potrai apprendere tutti i segreti della vendita e della comunicazione
– Entrare a far parte di una realtà dinamica, che ti permette di crescere professionalmente.

E SOPRATTUTTO

Non dovrai più scegliere!
Con noi sarai moglie, mamma, compagna, amica e una venditrice vincente.

Sei pronta a costruire il tuo presente e ad assicurarti un futuro roseo?

Compila il modulo!


La nostra responsabile ti contatterà telefonicamente e risponderà a tutte le tue domande!

 

 

 

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Smart working e cani: 3 consigli su come organizzarti al meglio

Tra l’atteggiamento dei bambini e quello dei cani esistono poche differenze, e ad entrambi lo smart working ha fatto un regalo inaspettato: la persona che preferisce di più al mondo trascorre più tempo con a casa. Per questo anche lavorare da casa insieme al proprio cane, potrebbe richiedere la stessa “organizzazione” necessaria ai genitori dei “cuccioli umani”, al fine di riuscire a lavorare senza distrazioni.

Anche Fido, proprio come un bambino, ricerca continuamente attenzioni e la tecnica degli occhioni da cucciolo, il ritmo impaziente della coda e i lamenti frustrati possono farti sentire in colpa e distrarti dal tuo lavoro.

Quindi : come si stabilisce una routine lavorativa da casa che funzioni per te e per il tuo cucciolo?
Ecco alcuni consigli.


1. Allenamento
Prima di iniziare a lavorare fai esercizio fisico con il tuo cane. Lo scopo principale -oltre a quello di rimetterti informa – è quello di sfiancare il tuo cane, perché a casa si senta soddisfatto e decida di riposare in un angolo, lasciandoti il tempo per pensare alle tue faccende. Esistono molti tipi di allenamento ed esercizio fisico che si possono svolgere insieme al proprio cane. L’esercizio fisico aiuta i cani a rilasciare energia repressa e li stanca, quindi quando è il momento di lavorare, saranno pronti per un pisolino.


2. Le pause regolari sono ottime per te e il tuo cucciolo.
Secondo la scienza, la durata ideale di una pausa dovrebbe essere di diciassette minuti, seguita da un’ora di lavoro circa. Fare una pausa regolare durante la tua giornata dà una pausa alla tua mente, ripristina la resistenza , ti aiuta a lavorare al massimo delle tue capacità e ti permette di prestare attenzione al tuo cucciolo.


3. La merenda
Se il tuo cane si lamenta ricorrendo ai famosi occhioni da cucciolo è il momento di sfoggiare l’artiglieria pesante: i giocattoli che erogano croccantini o inventarti qualcosa di simile, nel caso in cui non ne avessi in casa. Alcuni di questi giochi sono dei veri e propri rompicapo e fanno lavorare sodo Fido, prima di arrivare al premio finale. Se, però, dovessi stare senza gioco a casa, piuttosto che comprarlo online (ormai, chissà quando ti arriverebbe!) prendi un vasetto di yogurt quasi vuoto e lasciaglielo a terra, perché lo pulisca per bene. Sarà molto felice di farlo.
Applicando questi consigli tutti i giorni il tuo cane entrerà in una sorta di routine, che ti permetterà di lavorare da casa in tutta tranquillità.
Ti svelo un segreto, Fido è l’animale più buono e comprensivo del mondo, se lui ti chiede attenzione e tu riesci a restare fermo sulle tue intenzioni dopo un po’ si rassegna e si accuccia accanto a te.
Se persino vederlo comodamente sdraiato in un angolo, magari proprio al tuo fianco, rappresenta per te una distrazione, vuol dire che non hai davvero intenzione di lavorare.

Fai una cosa: sfrutta la presenza del tuo cane come un buon incentivo per allenare la tua diligenza professionale e metterti alla prova. In questo caso, il tuo cucciolo rappresenterà un’ottima occasione per migliorarti sia come lavoratore che come essere umano.

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Inquinamento acustico sui luoghi di lavoro, il rumore che ammala

L’acustica degli uffici è una delle cose a cui i datori di lavoro non danno importanza, dimenticando che saranno poi i collaboratori a pagarne le conseguenze nel tempo.

Studi scientifici hanno dimostrato che lavorare in locali rumorosi porta l’organismo ad attivare delle reazioni neurovegetative fra cui: l’ipervigilanza, ovvero l’orientamento degli occhi verso la principale fonte di rumore, aumento della frequenza cardiaca e del ritmo respiratorio e ansia.

Questo cosa vuol dire in parole povere?

Che chi è costretto a lavorare in un ambiente rumoroso prima o poi si ammala!
Non puoi “chiudere le orecchie” come fai con gli occhi, un rumore sei costretto a subirlo, tutto il giorno tutti i giorni.

E non è tutto!

Stando ad alcuni studi, lavorare in ambienti particolarmente rumorosi porta conseguenze negative anche sull’atteggiamento, provocando alcune alterazioni nel comportamento che prendono il nome di : 1. Effetto Lombard: ovvero quando una persona tende a modificare il proprio tono di voce in base al livello di rumore di fondo 2. Annoyance: sentimento di stress e irritazione costante, che incide negativamente sia sulla comunicazione che sulla convivenza con i colleghi in ufficio. Da qui i continui litigi che sembrano immotivati.

Vogliamo poi parlare della perdita dell’udito? Non credo ce ne sia bisogno.

Insomma, la qualità dell’acustica sul luogo del lavoro è una questione delicata, talmente delicata, da essere inserita all’interno di una legge!
Sto parlando del Decreto Legislativo 81/08, che elenca tutte le azioni che il datore di lavoro deve compiere, per far si che i suoi dipendenti lavorino in maniera confortevole e sana. E alla qualità dell’acustica viene data molta importanza, visto che gioca effetti diretti sia sull’umore che sulla produttività di chi ci lavora. Trascorrere del tempo in luoghi acusticamente “preformanti” è un requisito scientificamente provato, al fine di una migliore qualità della vita. Inoltre, un ambiente poco rumoroso favorisce i sentimenti positivi, facendo si che chi ci lavora lo faccia con il sorriso, oltre a far aumentare la concentrazione, la produttività e a migliorare le relazioni con i colleghi. Insomma, per cambiare in meglio l’aria che si respira in un luogo di lavoro basta migliorarne l’acustica.
È un dato di fatto.
Ma, come si fa?
Installando i pannelli fonoassorbenti, che eliminano quella costante sensazione di essere circondati da un rumore troppo forte. Purtroppo, nonostante si parli di salute dei lavoratori ed obblighi di legge, i datori di lavoro impegnati a migliorare la situazione sono ancora troppo pochi. La situazione diventa ancora più grave nei call center, luoghi in cui la giornata lavorativa diventa una lotta alla sopravvivenza. Chiamate ripetute Colleghi che parlano in continuazione Eco Un vero inferno… Proprio qui, dove pochi metri quadri arrivano ad ospitare molte postazioni di lavori ed operatori, l’inquinamento acustico è un problema importante, ma nessuno se ne frega.
Per questo di parla ancora male dei call center. A causa di datori di lavoro più interessati al guadagno che alla salute del collaboratore.
Fortunatamente però esiste sempre un’eccezione alla regola.

Quest’eccezione si chiama RèSpeak!

La nostra azienda ha da tempo compiuto passi importati in tema di benessere per chi vi lavora. Proprio perché la tematica del rumore ci appartiene profondamente, abbiamo fatto una scelta davvero poco economica: siamo la prima azienda di call center in Italia che si è rivolta alla società numero uno a livello INTERNAZIONALE per effettuare un’analisi specializzata, al fine di utilizzare i più sofisticati materiali e sistemi per portare l’acustica ad un livello ECCELLENTE, mai raggiunto in questo settore.
In tutte le nostre sedi sono stati installati pannelli fonoassorbenti – sul soffitto, sulle pareti e anche nelle postazioni – in modo da aiutare i nostri collaboratori a lavorare e a stare meglio, tornando così a casa senza quel fastidioso mal di testa che ti rovina la giornata.
Ma il tema dell’inquinamento acustico è solo uno dei tanti plus che differenzia RèSpeak dagli altri call center. Entra a far parte anche tu di una realtà differente.

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Venditori si nasce o si diventa? Ecco la risposta

La vita è una lunga battaglia, che impariamo a combattere fin dalla nascita. Come? Attirando l’attenzione.Pensa a quando eri bambino. Quante volte hai lagnato per spingere tua madre o tuo padre a comprarti qualcosa? Tante.
E quante volte hai urlato e pianto fino a sfinirli perché non ti accontentavano? Tantissime.

Ecco, hai attirato la loro attenzione e poi hai venduto “il tuo prodotto”.

Ora facciamo un salto in avanti, e arriviamo a quando per la prima volta hai convinto la persona che ti piaceva a uscire con te, o hai fatto si che ti chiedesse di uscire.
Come hai fatto? Esatto, hai attirato la sua attenzione, fino a quando non si è deciso a farsi avanti.

Adesso spostiamo lo sguardo su qualcosa di ancora più recente.

Quante volte hai consigliato un qualcosa a qualcuno, e qual qualcuno l’ha guardato, mangiato o comprato?

Tutte queste volte hai venduto qualcosa. L’essere umano è geneticamente programmato per vendere.

Non è un caso che le principali caratteristiche di un bravo venditore siano:

  • saper ascoltare ( i gusti del tuo amico alla quale consigli il ristorante/ serie tv )
  • saper comunicare ( quando descrivi la serie tv/ristorante cosa fai? Li presenti rimarcando i particolari che potrebbero piacere al tuo amico)
  • saper motivare, spiegando perché è necessario compiere quell’azione, che per un venditore può essere la stipula del contratto o la vendita del prodotto, mentre per un genitore può essere farsi ascoltare dal proprio figlio/a l’ascolti, giusto per fare un’esempio.

Come vedi nasciamo tutti venditori, ed è per questo che al mondo esistono una marea di venditori improvvisati, convinti che basti la “famosa parlantina” per poter portare a casa un cliente.

Pura follia.

Una volta, forse, bastava avere un buon prodotto, scarpe comode e la volontà di bussare a più porte possibile per assicurarsi una buona percentuale di chiusure. Oggi la concorrenza è spietata, e un venditore deve essere in grado di combatterla sia a livello territoriale che virtuale. Grazie a internet il mondo è diventato paese, e colossi dell’online come Amazon vendono tutto a tutti nel più breve tempo possibile a prezzi stracciati.

E’ una partita dura ma giocabile, grazie all’asso nella manica che il venditore può calare al momento opportuno, la consulenza.

Amazon è veloce si, ma quando compri devi fare tutto da solo. Ti bastano pochi clic e il corriere arriva a casa il giorno dopo con in mano il prodotto che desideravi, una bella comodità, ma metti che tu abbia dubbi sulla taglia, il colore, la grandezza o il peso. Se non sei avvezzo di misure e di centimetri rischi di sbagliare l’acquisto.
Qui entra in gioco il venditore.
Alzare la cornetta e chiamare un cliente per fornirgli una consulenza è un plus che ti permette di stendere la concorrenza ( almeno quello virtuale ) e ti mette in una posizione di netto vantaggio.

Ma devi giocare bene le tue carte, per questo devi formarti.

Chi non si forma si ferma e finisce sul lastrico nel giro di poco tempo.
Essere un commerciale o venditore che dir si voglia, vuol dire essere un professionista, e come tale bisogna comportarsi.
Pensare di svolgere questo lavoro in maniera amatoriale è una vera e propria pazzia, e soprattutto un enorme spreco di soldi e tempo.

Perchè? Te lo spiego in pochi e semplici punti:

  1. Un venditore ha conoscenze ( anche solo di base ) di marketing e tecniche di comunicazione, ed è in grado di rompere il ghiaccio con il cliente, bypassando il problema della presentazione a freddo
  2. Un venditore conosce il suo prodotto come se lo avesse ideato e costruito lui stesso. Alcune ricerche attestano come il cliente si aspetti un venditore specialista di quello che vende. Se percepisce che non è così chiude il capitolo e passa al prossimo venditore.
  3. L’insuccesso è sempre dietro l’angolo ( anche Bill Gates ha toppato con il suo Windows Vista ) per questo un buon venditore deve essere resiliente, ovvero deve riuscire a trarre insegnamento da questi eventi senza farsi scoraggiare.
  4. Errore comune a tutti i venditore improvvisati è pensare che una volta informato il cliente dell’offerta e dei vantaggi, la responsabilità di decidere sia tutta sua. Ma il compito di “chiudere la trattativa” è del venditore, che deve possedere spiccate capacità di negoziazione e finalizzazione.
  5. La vendita è un rapporto tra persone, che sia fisico o telefonico poco importa, si tratta comunque di due persone che hanno a che fare tra di loro. Per questo un venditore deve padroneggiare le principali tecniche di comunicazione.
  6. Ultimo, ma non per importanza, è il metodo di vendita. Un venditore degno di questo nome pianifica quello che farà, è in grado di riconoscere il suo target, capisce la differenza tra un cliente alto-spendente e uno “normale”, e soprattutto, non li tratta tutti in egual modo.

    Ora ti rifaccio la domanda:

Venditori si nasce o si diventa?

Se hai risposto ” si nasce, ma bisogna studiare per raggiungere dei risultati “, clicca sul pulsante e compila il modulo! Stiamo cercando proprio te!