Sui call center si sente dire di tutto, nel vero senso della parola.
Alcuni ne parlano come se fosse l’inferno in terra, un pozzo senza fondo destinato ad ingoiare le persone per sempre, costringendole ad una vita senza futuro.
Per altri, invece, il call center è il lavoro dei sogni.
Come per tutte le cose la verità sta nel mezzo e tutto dipende dalle esperienze che chi parla ha vissuto. Il trucco sta nel non fermarsi al “sentito dire”. Come ha fatto Mary Piccirillo.

Ecco la sua storia.

Il mio percorso in RèSpeak è iniziato nel maggio 2016. Ero una studentessa universitaria e stavo cercando un lavoretto per mantenermi. Non avevo mai lavorato prima.
RèSpeak mi è stata proposta da mia sorella, che ci aveva già lavorato per diversi anni, ma ero molto scettica. Non mi piace parlare al telefono, farlo per lavoro mi sembrava impossibile e soprattutto ero scettica a causa di tutto quello che si sente dire sui call center.
Non nascondiamoci dietro ad un dito, nessuno ne parla bene.
Ma qui in RèSpeak non ho trovato il mondo dei call center così come viene descritto da tutti.
Ho trovato persone che mi hanno accolta, capita e che mi hanno saputo attendere, e con “mi hanno saputo attendere” intendo che hanno saputo aspettare che la vera me venisse fuori.
Ad essere sincera quando ho iniziato a lavorare in RèSpeak ero una ragazzina ribelle che non voleva crescere, e che non sapeva cosa voleva dalla vita.
Infatti, ad un certo punto ho deciso di abbandonare per cercare altro. Sono andata a lavorare all’estero e ho fatto tanti altri lavori, ma ho deciso di tornare in RèSpeak. Era l’unico luogo in cui mi sentivo a casa, dove mi sentivo bene e dove venivo apprezzata come persona.
Mi sono resa conto che RèSpeak mi ha aiutata a diventare una persona diversa, una persona migliore, e ho deciso di ritornare.
Trascorso il primo mese sono stata promossa a Trainer.
Questo mi ha permesso di crescere ulteriormente come persona.
Avevo delle responsabilità e volevo essere all’altezza del mio nuovo ruolo. La mia ambizione è cresciuta, e ho iniziato a desiderare di costruire un futuro nell’azienda.
Qui ho imparato che non bisogna mai farsi abbattere dai momenti no, e che anche un fallimento può essere un trampolino di lancio verso un futuro migliore.
E RèSpeak me lo ha dimostrato.
Durante il lockdown, quando tutto il mondo era fermo e ogni cosa congelata, io sono cresciuta ulteriormente. Sono stata promossa a Team Leader, ruolo che ricopro tutt’oggi e ne sono orgogliosa.
Avere qualcuno che crede in te quando tu stessa non lo fai è qualcosa di grandioso, ti da una spinta in più

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